Liguria. In libreria il nuovo noir mozzafiato dello scrittore ligure Marco Marinoni “Follia a due” (Mursia, 360 pagg., euro 17,00), terzo titolo della collana Giungla Gialla diretta da Fabrizio Carcano che dopo Siracusa e Bergamo ci presenta una Torino meravigliosa e al contempo sconvolta dal male. Un thriller ad alta tensione che mescola sapientemente le descrizioni dell’ambientazione, il ritmo incalzante delle azioni e il profilo psicologico dei personaggi, con un susseguirsi di colpi di scena che mantengono alta l’attenzione del lettore fino all’ultima pagina.

“Per un ligure doc come me, l’idea di ambientare un thriller nel capoluogo piemontese era una sfida che mi proponevo da tempo. I mei tre romanzi precedenti erano ambientati a Venezia (Cauda Draconis, Ed. Nerocromo), a Roma (La luna delle fragole, Ed. Yume) e a Finale Ligure (L’immagine divisa, Ed. Clown Bianco), e il mio prossimo libro sarà ancora una storia dell’entroterra savonese: sentivo che era giunto il momento di affrontare la trasferta torinese. L’intuizione alla base di Follia a due arriva da un passato lontano: durante i miei studi universitari di psicologia clinica all’Università Cattolica di Milano, negli anni Novanta, ebbi l’opportunità, grazie al prof. Silvio Stella, mio docente e in seguito relatore di tesi che prima di trasferirsi a Milano aveva insegnato ed esercitato per molti anni a Torino, di studiare i registri e le cartelle cliniche dell’ospedale psichiatrico Villa Azzurra di Grugliasco, il terribile istituto per bambini diretto da Giorgio Coda, psichiatra tristemente noto nell’ambiente per i suoi metodi brutali e soprannominato “l’elettricista” a causa della propensione a trattare anche i pazienti minorenni con la terapia elettroconvulsiva, oggi fortunatamente fuori legge.”, dichiara Marco Marinoni, “La parola che figurava più spesso all’interno di quei documenti era ‘elettromassaggio’ e i resoconti erano molto crudi. Al tempo mi annotai come non tutti i piccoli pazienti venissero indicati con nome e cognome sulle cartelle ma, al contrario, alcuni solo con le iniziali puntate. Uno, in particolare, era oggetto di trattamenti particolarmente efferati e lo psichiatra pareva avere sviluppato nei suoi confronti un atteggiamento ambivalente. Le storie di quasi tutti questi giovani pazienti sono state in seguito ricostruite durante il processo che vide Coda riconosciuto in prima istanza colpevole e condannato per maltrattamenti. Alcuni di loro, tuttavia, non hanno mai avuto un’identità. Le loro tracce si sono perse. Parallelamente alle mie ricerche di studente universitario, attraverso i racconti dei membri del ramo piemontese della mia famiglia appresi come Coda negli anni Sessanta fosse stato un assiduo frequentatore di molti salotti di antiche e ricche famiglie torinesi. A volte in quelle case sperse nelle colline, tra vigneti e giardini ornamentali, si consumavano fatti di sangue, che le famiglie influenti facevano il possibile per nascondere. Qualche volta quei fatti di sangue coinvolgevano bambini. Non voglio raccontarvi altro, poiché rischierei di togliervi il piacere della lettura del mio libro, che è opera di finzione letteraria… ma la figura di Giorgio Coda, cui mi sono liberamente ispirato per tratteggiare uno dei personaggi, si porta dietro molte ombre e misteri che meriterebbero di essere indagati più a fondo, se non altro per tentare di ridare un nome alle sue vittime che ancora non ce l’hanno.O forse, certe cose, è meglio lasciarle scivolare via nel passato…”

Torino 2018, mentre la città è sconvolta da orribili delitti insoluti, il caporal maggiore Fausto Bottero, reduce dalla missione italiana in Afghanistan, torna a casa dopo essere sopravvissuto a un attentato suicida e ritrova sua moglie Natascia e il figlio Giulio, di otto anni. Una nuova vita gli si apre davanti. Ma un pomeriggio d’estate sua moglie e suo figlio vengono falciati da un pirata della strada. L’uomo alla guida è un professore universitario e sfugge alla condanna grazie a una serie di escamotage legali.

Fausto conosce un nuovo inferno, che lo proietterà in un vortice autodistruttivo dal quale emergerà solo quando Valentina, ex collega di Natascia, si presenterà da lui con una registrazione: la prova che la morte di Natascia e di Giulio è stata un delitto premeditato e perpetrato con fredda determinazione. Fausto e Valentina si lanciano in un’indagine che li obbligherà ad addentrarsi in un mondo oscuro di orrore e di perversione, in una Torino sconvolta da mostruosi delitti seriali.

Marco Marinoni (Monza, 1974) vive a Finale Ligure e insegna Musica Elettronica al Conservatorio di Latina. Da sempre appassionato di letteratura poliziesca, affianca all’insegnamento l’attività di scrittore. Nei suoi libri coniuga il gusto per l’investigazione classica ad atmosfere thriller e noir, con particolare attenzione all’ambientazione e allo scavo nella psicologia dei personaggi. Ha vinto il primo premio alla VII edizione di Gialloluna Neronotte 2019, sia nella sezione Racconto Inedito che nella sezione Romanzo Inedito. I suoi racconti sono pubblicati sui Classici del Giallo Mondadori. È autore di quattro romanzi.

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