Genova. È atteso per oggi il nuovo verdetto dell’Ema, l’agenzia del farmaco europea, sul vaccino AstraZeneca. “È sempre più difficile affermare che non vi sia un rapporto di causa ed effetto tra la vaccinazione con AstraZeneca e casi molto rari di coaguli di sangue insoliti associati a un basso numero di piastrine”, ha detto ieri in un’intervista al Messaggero Marco Cavaleri, responsabile della strategia dei vaccini per l’Ema. Insomma, un legame probabilmente c’è ed è plausibile che scatti un’altra limitazione all’uso in base all’età e/o al sesso, visto che sarebbero colpite soprattutto le donne al di sotto dei 55 anni.

Per capirne di più abbiamo interpellato Italo Porto, professore ordinario di cardiologia all’Università di Genova e direttore della clinica di malattie cardiovascolari al policlinico San Martino.

È possibile che il vaccino scateni un caso di trombosi? Come può succedere?

Se ci sia un nesso causale o meno è ancora da vedere, ma di certo siamo nel regno dei rischi bassissimi. Parliamo di un caso su uno o due milioni. È il rischio equivalente a quello di essere colpiti in un anno da un asteroide. Il rischio di morire in un incidente stradale o cadendo dalle scale è infinitamente più alto. Apparentemente nel vaccino non c’è nulla che possa scatenare una trombosi, stiamo parlando di un blitz, di un potenziale sospetto in casi estremamente rari.

Ma allora perché anche l’Ema afferma che esiste una correlazione?

Partiamo dal fatto che questa situazione non si è mai verificata prima. È in atto una campagna di vaccinazione di massa con una velocità rapidissima, e per questo motivo possiamo vedere associazioni rarissime. Stiamo osservando un fenomeno con una lente d’ingrandimento gigantesca e un’attenzione mostruosa a qualunque tipo di evento. Lo vediamo proprio per un fatto di tempi: in una situazione normale questi morti sarebbero stati spalmati su tre anni e nessuno se ne sarebbe accorto. In pratica, che ci sia un nesso causale o non ci sia, non cambia assolutamente niente. Ripeto: è molto più probabile morire mentre si va a fare il vaccino. 

A un paziente potenzialmente predisposto al rischio di trombosi lei consiglierebbe di vaccinarsi con AstraZeneca?

Le rispondo così: mio padre si è vaccinato con AstraZeneca ed è cardiopatico. Più di così… Io mi vaccinerei tranquillamente con AstraZeneca, anche se fossi una donna con meno di 55 anni.

Quanto è probabile che una persona possa morire improvvisamente di trombosi senza aver fatto il vaccino?

Purtroppo si tratta di eventi non così rari. Per dare un’idea, la morte improvvisa cardiaca in Italia colpisce circa 50mila persone all’anno. In pratica vuol dire che, nella sola città di Genova, ogni settimana 10 persone muoiono in questo modo. Per questo dico che rientriamo in un ordine di probabilità infinitesimo quando parliamo di un evento ogni 1-2 milioni di somministrazioni. (La trombosi venosa profonda colpisce 80 persone ogni 100mila ogni anno secondo dati dell’Associazione italiana di epidemiologia, ndr). 

Secondo lei è giusto sospendere l’uso del vaccino AstraZeneca per alcune fasce di popolazione?

Secondo me non ha senso, ma prevedo che si farà per venire incontro alla pressione dei media. Ci stiamo concentrando su un punticino e non vediamo tutto il resto. Ammesso che ci sia quest’associazione, è così rara che non dovrebbe cambiare la policy di somministrazione. Sarà soprattutto un modo di assecondare la gente che lo vive in maniera eccessiva. 

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