Tanti appassionati di vino alle prime armi, sentendo parlare delle tante varietà di vite esistenti, hanno sentito almeno una volta i termini “vitigno autoctono” e “vitigno internazionale”, ma cosa significano questi termini?

I vitigni internazionali sono quelli che si sono adattati e diffusi in molte latitudini del mondo, ma quali sono i principali? Quelli a bacca rossa sono il Cabernet Sauvignon, il Cabernet Franc, il Merlot, il Pinot Nero, il Syrah; quelli a bacca bianca lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, il Pinot Bianco e Grigio.

La qualità dei vini ottenuti da queste uve può essere sicuramente eccelsa e in molti casi occupano le primissime posizioni nelle classifiche dei migliori vini nazionali ed internazionali stilate da riviste ed esperti del settore. Ma è anche vero che oltre a queste varietà bisogna dare il meritato spazio e importanza ai vitigni meno diffusi e presenti solo a livello locale.

Questi sono i cosiddetti vitigni autoctoni:si tratta di tipologie di vitigni specifici che si trovano solo in una determinata zona e che hanno un legame indissolubile con il territorio e con il suo terroir, cioè l’insieme delle caratteristiche naturali, fisiche, chimiche e climatiche che caratterizzano una determinata zona agricola.

Per citarne alcuni, non possono non essere menzionati il Nebbiolo, usato per la produzione di Barolo e Barbaresco in Piemonte, il Sangiovese per i grandi vini toscani, il Negroamaro ed il Primitivo in Puglia, la Merera nella provincia di Bergamo, il Sagrantino in Umbria, il Nero d’Avola tipico della Sicilia, il Montepulciano nel centro Italia, l’Aglianico soprattutto in Campania e Basilicata, la Glera coltivata in Veneto e Friuli ed utilizzata per la produzione del prosecco e lo Schioppettino coltivato soprattutto nella zona al confine tra Friuli e Slovenia.

Negli ultimi tempi si sta assistendo alla rivalutazione dei vitigni autoctoni, soprattutto per la loro unicità, e questo permette di dare maggiore risalto al legame tra le varietà e i territori storici in cui si sono sviluppate.

È importante, inoltre, non soffermarsi solo sui vitigni internazionali che hanno maggiore risonanza a livello nazionale ed internazionale, ma favorire la riscoperta e la valorizzazione di quelli autoctoni meno noti per non rischiare di perdere un patrimonio che è stato in alcuni casi faticosamente tramandato fino ai giorni nostri.

Per scoprire altre curiosità sui vitigni autoctoni e internazionali è possibile recarsi all’Enoteca Gaudes, a Torre de’ Roveri in via Marconi, 1, telefonare al numero 0350401452 oppure inviare un’e-mail a info@enotecagaudes.it. Per avere ulteriori informazioni consultare il sito www.enotecagaudes.it o accedere alla pagina Facebook e Instagram di Enoteca Gaudes.

 

 

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