rom

Ventidue milioni di persone nel mondo, 12 milioni solo in Europa, dove costituiscono la minoranza etnica più diffusa. Oggi, 8 aprile, ricorre la Giornata internazionale di rom, sinti e camminanti, istituita dalla Nazioni Unite per celebrare la cultura rom e per tenere alta l’attenzione sui problemi e le discriminazioni subite da questo popolo perseguitato da sempre e che pianse almeno 220mila vittime durante il Nazismo.

Istituita ufficialmente nel 1990, la Giornata mondiale del popolo Rom e Sinti vuole attirare l’attenzione sulla storia di una comunità da sempre discriminata e vittima di pesanti pregiudizi, esclusioni e razzismo che, purtroppo, durano ancora oggi.

La Commissione europea ha recentemente presentato un quadro strategico decennale 2020-2030 a favore della loro integrazione, dell’inclusione sociale, dell’accesso all’istruzione, all’occupazione, alla salute e ad un alloggio di qualità in tutta l’Unione.
In questo periodo di pandemia la comunità Rom è particolarmente vulnerabile: secondo l’Agenzia Ue per i diritti fondamentali, l’80% dei Rom che risiede nell’Unione vive al di sotto della soglia di povertà e più del 30% abita in alloggi senza acqua corrente e potabile

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