SASSARI. Gli amministratori restano nel mirino di malviventi e balordi, ma meno del passato. Il lockdown ha infatti portato a una riduzione di atti intimidatori nei confronti di sindaci, assessori, consiglieri e rappresentanti delle istituzioni in genere. Nel 2020 in Sardegna gli attentati sono stati 31 contro i 50 dell’anno precedente. Un numero che fa piazzare l’isola al nono posto della classifica nazionale guidata dalla Sicilia. Ma in proporzione alla popolazione la Sardegna scala la graduatoria e si piazza al terzo posto: ogni 100mila abitanti si sono verificati 1,89 atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali. Due terzi dei quali nel Nuorese, che è la quarta provincia d’Italia per numero di attentati: 21 in 12 mesi. E le vittime sono soprattutto i sindaci: più della metà dei destinatari degli attentati indossa la fascia tricolore.

Lieve calo. Il documento del ministero dell’Interno fotografa un Paese in cui nonostante la pandemia continua a esistere un problema di sicurezza per gli amministratori locali. Nel 2020 gli attentati sono stati 623 contro i 654 dei 12 mesi precedenti, ma comunque più dei 589 del 2018. Al primo posto la Sicilia con 73 atti intimidatori, seguita dalla Campania – dove si è addirittura registrato un aumento rispetto al 2019: da 57 a 68 – e dalla Lombardia (65). L’elenco prosegue con Puglia (61), Calabria ed Emilia Romagna (51), Lazio (40, raddoppiati rispetto a 12 mesi prima), Piemonte (32) e dunque la Sardegna, a quota 31 appaiata al Veneto.

Incidenza per abitanti. La media nazionale è di 1,03 attentati ogni 100mila abitanti. Ma in Calabria il numero degli atti intimidatori è nettamente superiore: 2,62 ogni 100mila. Al secondo posto la Basilicata 2,31), mentre la Sardegna è al terzo posto con 1,89 episodi. La classifica continua con Liguria (1,61), Abruzzo (1,6), Puglia (1,51), Sicilia (1,46), Friuli (1,4), Molise (1,31), Campania (1,17), Emilia Romagna (1,03). Piemonte, Lazio, Toscana, Lombardia e Veneto sono tutte al di sotto della media nazionale. La più “sicura” per gli amministratori è la Valle d’Aosta con zero attentati nel 2010, seguita dall’Umbria, uno in 12 mesi.

Province. Nuoro è la quarta provincia d’Italia per numero di attentati. Davanti ha solo Napoli, Cosenza e Torino. Con 21 attentati in un anno la provincia barbaricina è pari merito con Roma capitale e si lascia alle spalle Milano, con 20 atti intimidatori. La top ten del crimine si conclude con Reggio Emilia, Bergamo, Padova e Palermo.

Sindaci nel mirino. Degli amministratori vittime di attentati la metà sono sindaci: 312 su 623. La stessa percentuale in Sardegna, dove nel 2020 sono finiti nel mirino dei malviventi 16 primi cittadini, 9 assessori, 4 consiglieri comunali e un bene pubblico. Numeri che fanno capire il perché oggi presentare una lista nei piccoli centri dell’isola sia sempre più difficile. Alle ultime amministrative di ottobre in quattro Comuni non si è candidato nessuno, mentre in altri tre non è stato raggiunto il quorum.

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