Roberto Iosca

Il Gruppo di Attenzione Vulture Melfese Alto Bradano scrive al presidente della Regione, Vito Bardi, per evidenziare le gravi criticità emerse dalla letterura dei documenti relativi all’istituzione della Rete oncologica di Basilicata.

Di seguito la lettera

“Signor Governatore,

il Gruppo che rappresento ha preso atto che la Giunta Regionale, con delibera 2021/14 del 3 marzo scorso, ha, finalmente, sancito, formalmente, la istituzione della Rete oncologica di Basilicata (Rob) optando per il modello Cccn (Comprehensive Cancer Care Network) e adottando contestualmente i Principi di Funzionamento generali. Con tale atto viene rispettato, ma solo nella forma non già nella sostanza, l’impegno che Ella ha assunto al suo insediamento.

Il nostro Gruppo, che pure dovrebbe accogliere con grande entusiasmo il provvedimento, il perseguimento del quale ha rappresentato, nell’ultimo quinquennio, la madre di tutte le rivendicazioni in materia di Oncologia lucana, portate avanti con convegni, pressanti campagne stampe e battaglie di mobilitazioni molto partecipate invece è qui a scriverLe per lamentare l’ennesima buona occasione mancata dai Governi (in questo caso il Suo “della nostra Regione. La delibera, infatti, soddisfa solo perché riconosce, dandoci ragione e gratificando il nostro impegno, che la Rete Oncologica è l’unica strada percorribile nella ricerca dell’eccellenza per la lotta al cancro nella nostra regione una Rete che va realizzata in modo tale da aspirare a diventare polo di attrazione anche per le altre realtà territoriali quanto meno limitrofe. Solo con l’eccellenza si azzererà, o quasi, la migrazione passiva e saranno risparmiati ai nostri cittadini ammalati, e ai congiunti, gli interminabili viaggi della speranza. Il riconoscimento di tale evidenza è l’unica bontà rilevabile nell’atto. Per tutto il resto buio totale.

Per intanto della delibera abbiamo saputo quasi per caso e non abbiamo capito perché a una notizia tanto importante non fosse stato dato il dovuto rilievo mediatico per informare i cittadini lucani e perché non sia stata investita dell’argomento, per il parere, la competente commissione consiliare regionale. Poi abbiamo letto le carte ed è diventato tutto chiaro. Un silenzio certamente dettato dal pudore o dal tentativo di evitare levate di scudi, come la nostra, per un atto che realizzato con le sue premesse finirà per mettere in piedi un sistema criminogeno, e dunque esecrabile se messo in piedi scientemente, o comunque, censurabile se inconsapevolmente partorito nella fretta di dare una risposta purchè fosse.

Ben altra risposta poteva darsi, pur nei vincoli previsti per una rete ispirata al CCCN, ipotizzando scelte che tenessero veramente presente le condizioni peculiari della regione, per strutture esistenti, densità demografica, numero di comuni e morfologia territoriale. Poteva essere ipotizzata una rete che diventasse modello e riferimento nazionale e oltre ed esempi italiani e non ne esistono. Invece, ancora una volta si è volato bassissimo pensando più a biechi interessi di medici che si atteggiano a Baroni della Sanità senza averne lo spessore e alla collocazione di bandierine per consolidare il potere clientelare di qualche politico rinunciando a favorire quella meritocrazia che, unica, assicura la crescita qualitativa del servizio e, col copia e incolla si è trascritto quanto previsto nella limitrofa regione campana dove, fra l’altro, la Rete non sembra funzionare bene finendo per dare il colpo di grazia all’Irccs Crob che ha la colpa di resistere alle zioni demolitorie più pervicaci.

Signor Governatore, il nostro Gruppo non esita a sostenere che l’articolato dei Principi di Funzionamento Generali, se applicato, finirà per non valere nemmeno la carta sulla quale è stato scritto. E’ il segno della considerazione che gli estensori dell’intelligenza dei cittadini lucani. Qualcuno, infatti, qualche assessore in particolare con la complicità di boiardi dell’Ente, immemore della bocciatura delle politiche sanitarie del precedente governo ha ereditato l’identico delirio di onnipotenza e la convinzione che la sanità sia “cosa sua”. Abbiamo bloccato le nefandezze nel passato, lo faremo anche adesso ricorrendo ad ogni mezzo utile compreso il ricorso alla Procura della Repubblica e quella della Corte dei Conti convinti come siamo di poter argomentare con fatti le nostre affermazioni. E’ per questo Signor Governatore che Le chiediamo di ricorrere, senza tempo in mezzo, a quanto sostenuto nei principi stessi “ …E’ opportuno evidenziare che questo documento potrà subire successive revisioni nei prossimi mesi e negli anni successivi degli atti di costituzione e regolamentazione operativa della ROB….”, per intervenire non fra mesi o anni ma subito per rimediare allo scempio e modificare un progetto nato , consciamente o inconsciamente poco importa, per non funzionare.

Nel merito: Una rete che deve puntare all’eccellenza in una regione come la nostra non può avere quale obiettivo primario quello di lenire il disagio dei viaggi all’interno della regione ma quello, evitando duplicazioni economicamente dannose e livellatrici in basso della qualità dei servizi offerti, di realizzare, appunto l’eccellenza per ogni segmento trattao nel posto individuato. Occorre prevedere, nel dettaglio, cosa fare e dove con precisione in un gioco di squadra armonico di tutte le strutture del territorio, in particolare l’AOR San Carlo di Potenza e il Madonna delle Grazie di Matera. Questo articolato invece, e non occorre particolare acume per capirlo, sembra fatto apposta per consentire a tutti di imperversare senza regole nè limiti aggravando quello che già oggi succede.

Infatti a dispetto degli enunciati princìpi del suo ruolo di Riferimento, come era naturale che fosse, per i mezzi, le professionalità e le conoscenze possedute per farlo, l’Irccs Crob non è stato nè consultato nè coinvolto nella elaborazione della ROB (come non è stata coinvolta, per il parere, la competente commissione consiliare alla Sanità della Regione) e nonostante la sua diretta dipendenza dal Dipartimento delle Politiche della Persona, vede questo dichiarato (a parole soltanto) ruolo di guida diluito, svuotato dall’assunto che il Coordinamento, di cui diremo appresso, dipende direttamente dallo stesso Dipartimento quindi nessun ruolo di coordinamento o di guida del Crob. E’ solo un pasticcio?

Il Coordinamento regionale della Rob così deliberato? E’ un monumento innalzato all’inefficienza totale se lo si vede come organismo di “governance” della Rete. La sua composizione può avere un senso solo come valido organo consultivo, per avere contezza delle realtà e potenzialità effettive della rete sanitaria qualè oggi, e propositivo nella organizzazione.

Tanto per capirci il Coordinamento regionale: non è uno strumento agile di “governance” con una struttura apicale che possa rispondere del suo operato; è pletorico nel numero (sebbene le figure – individuate con atto a parte- siano di indubbia capacità professionale e di grande esperienza) per cui avrà difficoltà a riunirsi dunque a decidere; è chiamato a grande impegno e responsabilità aggiuntivo all’esercizio professionale e dirigenziale, già notoriamente gravoso, di chi lo compone e non prevedendo alcuna gratificazione immaginiamo non susciterà stimoli di particolare abnegazione. Non ci si racconti la favoletta del risparmio sappiamo bene come vengono sprecate le risorse economiche in Regione per cose ben meno importanti.

Il numero delle figure del Crob che dovrebbe essere, sempre a parole, riferimento e guida è irrilevante, ridotto al lumicino, a conferma che al nosocomio si vuole dare solo un ruolo di comprimariato gestionale della Rete che renderà impossibile permettergli di “contribuire” a realizzare la rete e “potenziare le prestazioni ad elevata qualità”; ha durata biennale. Per le difficoltà già descritte significherà non avere nemmeno il tempo (specialmente al primo mandato), una volta insediato, di mettere a fuoco obiettivi e provvedimenti utili e dovrà togliere il disturbo.

Per la sua composizione più che dare al Crob la possibilità di esercitare il suo ruolo guida si sono create le condizioni per far mettere, più pesantemente, le mani sul Crob, a coloro che, con la loro influenza, hanno sempre tramato per danneggiarlo.

Signor Governatore, vogliamo rimanere convinti che c’è chi abusa della Sua fiducia e del Suo buon nome per continuare a perpetrare i suoi loschi, e di bassa lega, giochi di potere. Non vogliamo nemmeno pensare che lei sia consapevolmente d’accordo con chi ha messo in pratica questo mostro. Non vogliamo ritenerLa complice.

Che ci siano queste manovre è provato dal fatto che non solo il concorso bandito, da circa un anno, al Crob per un dirigente medico in Urologia, e le cui fasi sono già state avviate, viene tenuto fraudolentemente bloccato con gravi danni per la struttura e per gli ammalati, ma anche dall’impegno profuso da un ben individuato assessore, che finirà per rispondere del suo operato, per far bocciare l’atto aziendale proposto dal Crob solo perché non venga approvato il reclutamento di un Primario Urologo che all’Istituto serve come il pane, come l’ossigeno per respirare. E tutto solo per assecondare i disegni e gli appetiti di chi immagina organigrammi asserviti ai suoi interessi e alla proprio carriera.
Signor Governatore, seguiamo da anni le vicende del Crob e sappiamo come sulla salute delle persone si sono perpetrati e si perpetrano ancora crimini e nefandezze, per questo le chiediamo ascolto. Ci riceva, intervenga con la sua autorevolezza, prima che sia troppo tardi.

Faccia rimettere mano al testo adottato, promuova con ogni urgenza gli atti deliberativi per l’implementazione Tecnologica, per l’adeguamento dell’organico Crob e dei Ricercatori, faccia sbloccare subito, permettendone l’espletamento, il concorso per Dirigente Medico Urologo.

Vede, Signor Governatore, Ella è di fronte a una scelta vitale per l’Oncologia lucana. Potrà passare alla storia della Regione  come il presidente che l’ha fatta decollare veramente verso l’eccellenza con l’adeguato ritorno verso ammalati ed economia regionale o optare per la creazione dell’ennesimo carrozzone regionale che sarà assaltato, senza indugio, famelicamente dagli sciacalli di sempre, vecchi e nuovi. Non c’è terza strada.

Noi dal nostro canto a cominciare da questa lettera riprendiamo la nostra azione martellante di informazione e scriveremo, coinvolgendoli, a tutti i sindaci della Regione che a loro volta dovranno rendere conto ai loro concittadini del loro impegno (o della loro ignavia) per la risoluzione dei problemi di ammalati e congiunti.

Roberto Iosca, portavoce Gruppo di Attenzione Vulture Melfese Alto Bradano

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