SASSARI. «Il virus ha messo a punto una strategia molto raffinata per riprodursi, sfruttare la stupidità del genere umano». Ride per non piangere Sergio Babudieri, primario di Malattie infettive a Sassari, reparto tornato da qualche giorno in piena emergenza dopo una recrudescenza del contagio che sta punteggiando di rosso il Sassarese. Con una particolarità che fa riflettere: «Nove pazienti su 10 ricoverati nel nostro reparto arrivano dai paesi del circondario – sottolinea – e hanno un’età che va dai 40 ai 60 anni». Niente turisti untori insomma, o vittime di oscure varianti (l’inglese ormai è dominante). Ma una robusta colonia di indigeni caduta sotto i colpi delle settimane in bianco.

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