SASSARI. Antonella Sanna è al telefono col 118, chiede aiuto per sua mamma, che ha appena fatto la dialisi. «Non ce la fa a salire sei piani di scale, né io ad aiutarla. Ma mi dicono che se arriva un’ambulanza la possono solo portare al pronto soccorso. E io la voglio solo riportare a casa». Antonio Arru è appena sceso dal suo appartamento al quinto piano: «Un passo dopo l’altro, perché ho 72 anni e sono cardiopatico. Ma sono comunque più fortunato di altri. C’è chi è bloccato in casa da settimane». Mariangela Usai, che di anni ne ha 78, invece non sa come arrampicarsi con la spesa per otto piani. «Faccio fisoterapia dopo un brutto incidente, non posso portare pesi. E non posso più chiedere favori a nessuno. Questa situazione va avanti da troppo».

Scorre lento e doloroso il tempo nell’androne della palazzina comunale di via Nulvi 13. Nove piani color verde carciofo che guardano sul parco di Baddimanna, nel cuore di Monte Rosello. Ventisette famiglie ostaggio di un cartello “fuori servizio”, che campeggia da oltre un mese appeso alle porte sbarrate del vecchio ascensore del condominio. Rotto, non si sa quanto gravemente: «Perché il tecnico lo diceva da mesi che non era sicuro – raccontano in coro – che andavano sostituite le corde, che le porte ballavano».

Poi un giorno: «Si è piantato – raccontano i condomini, che fanno capannello di fronte al portone del palazzone comunale – con una ragazza dentro. Abbiamo chiamato il tecnico, come sempre. La capocondomina ha spedito il preventivo in Comune, come sempre. Solo che questa volta la risposta non arriva. E le settimane passano una dopo l’altra».

«Conosciamo il problema – spiega l’assessore alle Politiche della Casa, Antonello Sassu – e ci scusiamo per i gravi disagi che stanno vivendo i condomini. Il preventivo è arrivato in Comune 15 giorni fa, ma per l’intervento è necessaria una “posta” di Bilancio. Che verrà approvato in consiglio comunale domani (oggi ndr). Da allora basteranno pochi giorni e i lavori verranno eseguiti. Purtroppo c’è anche un altro caso simile in città, ma presto risolveremo tutto».

Il problema è causato anche da una fase di “interregno”, con la responsabilità degli ascensori delle palazzine comunali che è passata dai Lavori pubblici alle Politiche della Casa. «Ora che il passaggio è completato – chiude Sassu – faremo il punto sulla manutenzione di tutti gli impianti degli stabili comunali. E pianificheremo gli interventi».

Antonella ascolta le rassicurazioni, mentre “contratta” con gli uomini del 118 per avere un aiuto informale per portare la mamma a casa. «Sono malata anch’io – spiega all’operatore – ho la Sla e un tumore. Per lei cosa devo fare?». Alcuni condomini scuotono la testa e si incamminano lenti per le ripide rampe di scale. «Non capisco molto di bilanci e poste – chiude sconsolata Mariangela Usai –. So che il signore che abita sopra di me è in sedia a rotelle, e da un mese non esce di casa. So che siamo qui da più di 30 anni. Che paghiamo l’affitto e il Comune è il nostro padrone di casa. E che non ci meritiamo un inferno del genere».

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