La prolungata assenza di pioggia sta causando molte difficoltà agli agricoltori, sempre più preoccupati dal persistere delle condizioni di tempo secco e asciutto. A soffrire la sete è un po’ tutto il territorio, ma in particolare la zona della pianura.

“Non piove da oltre 50 giorni – spiega Nazzareno Samuel Ferro, titolare di un’azienda agricola di Torre Pallavicina – e questa situazione, unitamente alle alte temperature della scorsa settimana e al vento di questi giorni, sta iniziando a creare qualche allarme. L’assenza di pioggia e la ormai poca umidità nel terreno rendono sempre più concreto il rischio di vedere compromesse le semine appena terminate”.

“Nei campi seminati a cereali autunno vernini, nei medicai e nei prati si sta già provvedendo all’irrigazione di soccorso – sottolinea Alberto Brivio, presidente di Coldiretti Bergamo –, questo vuol dire che, anche se si salveranno i raccolti, per questa stagione produttiva ci sarà sicuramente un ulteriore aumento dei costi di produzione”.

Secondo le previsioni dovrebbe piovere nei prossimi giorni, ma per essere di sollievo ai campi la pioggia dovrà durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa.

Anche il brusco abbassamento delle temperature si sta facendo sentire, in particolare sugli alberi da frutto.

“La colonnina di mercurio è andata sotto lo zero più volte – evidenzia Matteo Locatelli, frutticoltore di S. Omobono Terme in Valle Imagna – causando danni agli alberi che dopo un periodo di caldo anomalo che ha favorito il risveglio vegetativo erano più vulnerabili. Hanno subito danni da gelata i fiori di pere, mele e ciliegie ma anche i piccoli frutti in formazione di albicocche e pesche”.

Sono in apprensione anche i viticoltori. Le gelate infatti hanno interessato alcuni vigneti di fondo valle della Valcalepio, dove qualche criticità è stata rilevata su polloni e piccoli germogli di Chardonnay e Pinot. La reale entità dei danni sarà però visibile solo nei prossimi giorni.

Siamo di fronte in Italia alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che ha fatto perdere – conclude Coldiretti Bergamo – oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.

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