Generico aprile 2021

Non si finisce mai di raccontarlo perché vittorie ne macina una dietro l’altra. E nonostante i suoi 21 anni appena compiuti, di cose da dire Simone Alessio ne ha davvero tante. Il taekwondoka selliese campione del mondo si è appena aggiudicato la medaglia di bronzo all’europeo di Sofia in Bulgaria, per la categoria -80kg. Per chi non lo conoscesse bene potrebbe sembrare una domanda sciocca e invece, formulata a lui non lo è proprio: Simone, soddisfatto?

«Bèh, la gara è andata bene dal punto di vista oggettivo: una medaglia di bronzo ad un campionato europeo, perdendo in semifinale col numero uno al mondo – e contendendola fino alla fine – è sì un bel bottino. Dal punto di vista soggettivo, però, sono mancati diversi elementi, partendo anche dalle situazioni in cui è necessaria la lucidità giusta per superare gli incontri più importanti. È stato un anno e qualche mese di assenza dai campi di gara che si è fatto sentire, intenso per quanto riguarda il lavoro fisico, altrettanto quello psicologico. È stato bellissimo tornare a sentire le emozioni più importanti, quelle che ti fanno scegliere giorno dopo giorno questo sport, tanta era ed è ancora la voglia di padroneggiare sull’ottagono».

In questi momenti quanto conta il “lavoro di squadra”?

«E’ essenziale. Ringrazio davvero tanto la Federazione Italiana e lo staff tecnico che ci segue ogni giorno qui a Roma. In questi momenti diventa anche più importante il collegamento che c’è tra la nazionale e il gruppo sportivo dei Vigili del Fuoco, che ringrazio per il loro sempre presente supporto e il mio maestro Francesco Laface: per raggiungere i traguardi più importanti bisogna essere uniti da più fronti, avere un punto di vista più ampio, saper leggere gli eventi in varie direzioni. Mi sento davvero tanto fortunato per questo».

Non ti spaventa il periodo? La pandemia intendo.

«No sinceramente no, ormai ci stiamo abituando alle dovute attenzioni, alla mascherina ed a tutto il resto. Siamo stati in Bulgaria e, aldilà della mancanza del pubblico che per alcuni atleti, compreso me, è fonte di grande carica (per cui speriamo si torni presto alla normalità), la gara è stata perfetta e, anche se non è il modo migliore di gareggiare, adesso diventa fondamentale l’adattamento al nuovo “modo di vivere”. Da qui si vede qual’è la forza di un atleta: superare tutte le difficoltà, qualsiasi esse siano».

Per te che viaggi, appunto, che aria si respira fuori dall’Italia?

«In Bulgaria, ad esempio, siamo stati tutto il tempo chiusi in albergo, potevamo veramente solo mangiare, allenarci e gareggiare; non è il massimo ovviamente ma noi non eravamo lì per fare i turisti. Verrà il tempo anche per questo».

Ormai vivi a Roma da tanto. Cosa ti manca della Calabria?

«Della Calabria mi manca soprattutto la famiglia, i parenti, gli amici. Mi manca, nelle giornate di sole, staccare dall’allenamento ed andare a passeggiare in riva al mare. Mi mancano le persone che si incontrano in giro per il paese, il dialetto, il cibo, il “quasi inesistente” traffico che qua a Roma invece abbonda. Mi manca l’aria pulita, il verde… e niente, la Calabria è un’altra cosa! Quando posso cerco sempre di scappare e scendere giù con la mia fidanzata per farle vedere quanto è bella, quanto è ricca la mia terra, anche se non si vede; nel frattempo le faccio tanta pubblicità qui nella Capitale sperando che, verranno tempi migliori e si possano cogliere appieno tutte le virtù che la Calabria possiede».

Pensi che tornerai a viverci?

«Tornare a vivere nella mia terra per me sarebbe fantastico. Non disprezzo Roma ma casa è casa… chissà, in futuro».

Quali altre sorprese dobbiamo aspettarci da te?

«Anche se sono un tipo poco modesto non parlo mai prima, sono scaramantico. Spero che ci si possa risentire presto per poter raccontare i nuovi traguardi raggiunti. Stiamo lavorando per quello».

 

 

Source

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may also like