calabro

«Nelle difficoltà si è sempre tirato fuori il massimo, senza lesinare mai energie». Stringe le spalle, Calabro, perché solo questo ora si può fare.

E si affida al ricordo del precedente contro il Bisceglie per cercare un appiglio di fiducia in vista della complessa gara di domani contro il Catania.

Ancora una volta il suo Catanzaro sarà costretto a stringere i denti per superare l’emergenza. Perché anziché arretrare, covid e sfortuna hanno beffardamente alzato il tiro sul bersaglio giallorosso lasciando corta la coperta ed indirizzando verso strade alternative ed inusuali la risoluzione del rebus tattico.

Martinelli e Porcino gli unici negativizzati della settimana: il primo, già acciaccato, non sarebbe stato comunque rischiato; il secondo che invece avrebbe potuto è andato kappao nell’allenamento di rifinitura. Praticamente un nulla di guadagnato.

«Viste le difficoltà numeriche abbiamo provato tutto ciò che era possibile provare – le parole amare del tecnico, anche squalificato domani – compresi diversi moduli di difesa. Ai ragazzi ho cercato di trasmettere l’entusiasmo dei tifosi e gli ho chiesto di giocare domani immaginando uno stadio pieno attorno».

Normale che ci sia apprensione per una sfida che potrebbe anche decidere la corsa al terzo posto. Ma di timore reverenziale, in casa giallorossa, nemmeno a parlarne: anche se con poche munizioni a disposizione e con più di un baby della Primavera in panchina – «ragazzi eccezionali» li ha definiti Calabro – si farà di tutto per giocarsela.

«Non temiamo gli avversari ma abbiamo molto rispetto per il potenziale della loro rosa e per i risultati che stanno ottenendo – ha sottolineato l’allenatore delle aquile – Le nostre difficoltà sono evidenti ma i ragazzi non risparmieranno nemmeno un briciolo di energia».

Spalle strette, denti serrati: quel che sarà, sarà.

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