Bolognetti

“Dalle 23.59 del 14 aprile ho iniziato uno sciopero della fame per chiedere che venga onorato il diritto alla conoscenza su quanto è avvenuto in questi 14 mesi di stato di emergenza che, di tutta evidenza, è sempre più emergenza democratica e per chiedere che venga interrotto l’ennesimo attentato contro i diritti politici del cittadino (di cui all’art. 294 c.p.)”, dichiara Maurizio Bolognetti, corrispondente di Radio Radicale.

La campagna di vaccinazione di massa in atto è l’apice di una concatenazione di scelte politiche in aperto contrasto con i diritti dei cittadini sanciti dalla Costituzione.

“L’obbligo di vaccinazione introdotto per alcune categorie – dice Bolognetti, 56 anni, di Latronico (Potenza) – si sta traducendo nell’esercizio di un inaccettabile ricatto, violenza e coercizione, tra l’altro in assenza di certezze scientifiche sui cosiddetti vaccini anti-sarscov2; questo per non dire dell’altrettanto inaccettabile clima ricattatorio che dalle piazze Venezia di regime piove quotidianamente sulla testa di un intero popolo”.

Il giornalista   tra l’altro sottolinea quel che emerge da una recente risoluzione del Consiglio d’Europa, nella quale si afferma che “gli Stati devono informare i cittadini che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno deve farsi vaccinare se non lo vuole” e che occorre “garantire che nessuno sarà discriminato se non è vaccinato”. Quello stesso Consiglio che pure si è espresso contro quella che Bolognetti definisce “l’insana” proposta dei certificati di vaccinazione da utilizzare come passaporto.

Il Consiglio, gioverà ricordarlo si è così espresso: “I certificati di vaccinazione devono essere utilizzati solo per monitorare l’efficacia, i potenziali effetti collaterali e negativi dei vaccini […] utilizzarli come passaporti sarebbe contrario alla scienza in assenza di dati sulla loro efficacia nel ridurre la contagiosità, la durata dell’immunità acquisita”.

Maurizio Bolognetti non ci sta e ha intrapreso un’azione nonviolenta sotto forma di sciopero della fame dalle 23.59 del 14 aprile scorso, sull’esempio dello storico fondatore dei Radicali Marco Pannella, e come certificato dal medico.

Il giornalista chiede “che venga onorato il diritto alla conoscenza su quanto è avvenuto nel corso di questo lungo stato di emergenza proclamato il 31 gennaio 2020”.

In una sorta di j’accuse, Bolognetti elenca cosa non c’è stato e cosa dovrebbe essere garantito.

Non è accettabile – dice – che alcuni virologi e immunologi possano parlare a reti unificate e senza uno straccio di contraddittorio;  non è accettabile che ci sia stato un solo pubblico contraddittorio per garantire a medici e infermieri, che non intendono farsi inoculare i cosiddetti vaccini anti-sarscov2, le loro ragioni; Non è accettabile che i destinatari di un provvedimento, che li obbliga a vaccinarsi e rende quindi il consenso informato un consenso obbligato e coatto, non abbiano potuto difendersi da un vergognoso linciaggio finalizzato a rappresentarli come untori e irresponsabili. Basta con le gogne che vanno in onda ad ogni ora del giorno e della notte, con la caccia alle streghe e i sinedri sanitari; Non è accettabile che i cittadini non abbiano potuto conoscere i contenuti del rapporto n. 4 del 13 Marzo del 2021 prodotto dall’Istituto Superiore di Sanità; Non è accettabile che alcune informazioni fornite dall’ISS restino ignote al grande pubblico; Non è accettabile che le voci di scienziati e medici, che hanno provato ad esprimere le loro perplessità sulla campagna di vaccinazione di massa, siano state silenziate; Non possiamo accettare che questa pandemia si faccia clava e manganello di regime; Non possiamo accettare – aggiunge – il governo di tecnocrazie e che la scienza si faccia dogma”.

“C’è un’aria pestilenziale e mefitica in un’ Italia in cui da tempo è morto l’art.32 della Costituzione”, afferma il giornalista.

“Il mio sciopero della fame – conclude – è il contributo che intendo offrire per chiedere che venga onorato quel diritto alla conoscenza che dà forza, sostanza e contenuto alla parola Democrazia. Questo è quanto devo a me stesso e alle mie convinzioni. Mi è di conforto in queste ore leggere il buon Gaetano Salvemini:Stretti tra totalitari di destra e totalitari di sinistra e assaliti di fronte e alle spalle da fascisti nostalgici, criptofscisti, gesuiti e gesuitanti, noi, tapinelli, ci muoviamo su un terreno che si restringe sotto i nostri piedi ogni giorno un poco di più (e qualche giorno anche molto), come la pelle di zigrino resa immortale da Balzac”.

Maurizio Bolognetti è anche Segretario Radicali lucani, Membro del Consiglio generale del Partito Radicale, Membro del Consiglio generale dell’Associazione Coscioni, già membro della Presidenza del Prntt.

 

 

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