ALGHERO. I lavori per la realizzazione del «Rifugio di mare» da parte della cooperativa «Il quinto elemento» nell’ex batteria militare di Punta Giglio possono ripartire. L’ha deciso il Servizio di valutazione impatti e incidenze ambientali dell’assessorato regionale dell’Ambiente, che aveva stoppato il cantiere per venti giorni, sino al 3 maggio. L’interruzione era stata disposta alla luce delle osservazioni del Servizio coordinamento fauna selvatica dell’Ispra per verificare se i lavori siano compatibili con i periodi di riproduzione delle specie faunistiche presenti e se l’opera sia coerente con i vincoli a fini conservativi cui è sottoposta l’area.

«Si dispone di non prorogare ulteriormente la sospensione», si legge al termine di una relazione di undici pagine che accoglie le integrazioni documentali presentate dalla cooperativa, quelle prodotte dal Parco naturale regionale di Porto Conte e dal corpo forestale della Regione. «Relativamente alla previsione di adeguamento del cronoprogramma delle attività di cantiere ai periodi di riproduzione delle specie presenti nell’area, si rileva che da tutti i più recenti studi effettuati dall’Azienda speciale Parco di Porto Conte in collaborazione con Ispra non sono stati rilevati, in prossimità dell’area di intervento, altri siti di nidificazione di specie di uccelli marini di interesse comunitario, oltre a quello di berta maggiore», che dista oltre i 100 metri previsti per legge. Le rilevazioni del Parco consentono agli uffici dell’assessorato di ritenere che l’esecuzione dei lavori, anche nel periodo primaverile, nel contesto in questione e alle condizioni sopra riportate, non rappresenti un fattore di incidenza significativa«. (ANSA).

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