CAGLIARI. Seicento metri di reti da pesca “fantasma” recuperate in mare dai sommozzatori della Guardia Costiera di Cagliari. Nella mattinata odierna 30 aprile, la Guardia Costiera di Cagliari, con l’ausilio del 4° Nucleo Sommozzatori di Cagliari, ha rinvenuto nella zona di “Canne e Sisa”, a circa 100 metri dalla costa e ad un fondale di circa 15 metri di profondità, una rete di tipo “tramaglio” lunga oltre 600 metri. Date le dimensioni della rete, le operazioni di recupero sono proseguite per tutta la mattinata e si sono concluse con lo sbarco presso il porticciolo di Marina di Capitana ed il contestuale affidamento ad una ditta specializzata per lo smaltimento dei rifiuti. L’operazione rientra nell’ambito delle attività organizzate dal Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, per la campagna ambientale “Reti fantasma 2021”, che si propone l’obiettivo di bonificare i fondali ove insistono reti o attrezzi da pesca abbandonati. I fondali marini, infatti, sono “deposito” di reti abbandonate o perse accidentalmente che tra i rifiuti marini rappresentano una delle minacce più grandi per l’ecosistema a causa della dispersione nell’ambiente delle micro-particelle sintetiche (microplastiche) delle quali sono composte. “Inoltre le reti, se lasciate in mare – spiegano alla Guardia Costiera di Cagliari -, continuano a “pescare” in maniera passiva e rappresentano per le specie ittiche che vi rimangono intrappolate dei veri e propri “muri della morte” e che, oltre a danneggiare l’habitat marino, sono un concreto pericolo per la sicurezza di sub e bagnanti”.(luciano onnis)

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