Claudio Parente

Notificato all’ex consigliere regionale Claudio Parente e ai consiglieri comunali di Catanzaro Francesco Gironda e Giuseppe Pisano l’avviso di conclusione delle indagini preliminari siglato dal sostituto procuratore Graziella Viscomi, nell’ambito dell’indagine “Corvo” della Guardia di Finanza, sul progetto di riqualificazione nelle aree dei quartieri Corvo e Aranceto richiesto dall’associazione “Vivere Insieme”.

Parente, considerato titolare e amministratore di fatto dell’associazione,  e i consiglieri comunali, sono accusati di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, con riferimento all’approvazione della delibera di Consiglio comunale “non in piena libertà, secondo scienza e coscienza”, scrivono i magistrati, “ma esprimendo un voto precostituito, guidato da interessi privati”. In particolare Parente, in qualità di Consigliere regionale e presidente del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, avrebbe affidato incarichi retribuiti nelle strutture consiliari della Regione Calabria al fratello di Gironda e alla compagna di Pisano. Proprio per l’affidamento di questi incarichi, Parente è accusato di peculato. Le assunzioni a tempo determinato nelle strutture sarebbero avvenute, secondo l’accusa, “per fini puramente personali, estranei alle finalità istituzionali”.

Parente è quindi accusato di essersi appropriato dei fondi regionali destinati al reclutamento di personale da adibire alla propria struttura speciale, utilizzandoli indebitamente per remunerare, attraverso le due assunzioni, i due consiglieri comunali “per lo stabile asservimento della funzione, e in particolare in cambio del voto favorevole all’approvazione della delibera 95/2018”.

Si tratta, naturalmente, delle ipotesi di accusa formulate dalla Procura: ora i difensori degli indagati – gli avvocati Francesco Gambardella e Giacomo Maletta per Parente, Valerio Murgano per Gironda, Saverio Loiero per Pisano – avranno venti giorni di tempo per chiarire le posizioni dei propri assistiti con ogni atto utile ad assicurare il diritto di difesa, ad esempio depositando memorie o chiedendo di essere ascoltati dal pubblico ministero. Dopo aver valutato le posizioni della difesa i magistrati inquirenti decideranno se procedere con una richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio.

Pisano ha già fatto sapere che chiederà di essere ascoltato dai magistrati.

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