Nell’anno del 500° anniversario della nascita di Giovan Battista Moroni, Fondazione Credito Bergamasco annuncia 6 nuovi “Grandi Restauri” riguardanti importanti dipinti del pittore albinese.
Con questi interventi salgono a 16 le opere moroniane recuperate nel corso degli anni: polittici, pale d’altare, opere per la devozione privata (per un totale di 30 dipinti, considerando le singole opere componenti i polittici).

La nuova campagna di restauri è rivolta al completamento del pluriennale percorso virtuoso di recupero e di valorizzazione di Capolavori di Moroni che sfocerà in interventi espositivi e culturali che la Fondazione proporrà nel prossimo autunno in occasione nelle celebrazioni del Cinquecentenario.

Monitoraggio, manutenzione e restauro sono operazioni fondamentali per assicurare una accurata, adeguata ed efficace opera di salvaguardia del nostro patrimonio storico artistico.
In un anniversario importante come i Cinquecento anni dalla nascita di Giovan Battista Moroni, tali attività diventano fondamentali nell’intento di consentire la corretta lettura delle opere da parte del pubblico che – pandemia permettendo – parteciperà agli eventi organizzati in occasione delle celebrazioni e si muoverà tra i vari luoghi che conservano le sue preziose testimonianze.

Giovan Battista Moroni (Albino, 1521 – 1579) fu brillante allievo e poi collaboratore nella bottega del Moretto da Brescia; tra la metà degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta del Cinquecento ha l’occasione di lavorare a più riprese a Trento, in un periodo cruciale per la città nella quale si stanno svolgendo le prime sessioni del Concilio. Qui il pittore ha la possibilità di operare per committenze molto elevate e, ritornato in patria, diventa ben presto uno dei ritrattisti più ambiti dai principali esponenti dei circoli nobiliari, intellettuali e politici di Bergamo e Brescia, soprattutto per la sua straordinaria attitudine alla comprensione e alla illustrazione delle verità individuali.

Negli anni Sessanta l’artista rientra definitivamente ad Albino e – oltre ad essere conteso come ritrattista – gli vengono affidate numerose commissioni di dipinti sacri. Moroni aderisce con convinzione alle indicazioni conciliari che invitano gli artisti a coinvolgere i fedeli nell’esperienza spirituale rispettando verità storica e schemi gerarchici con chiarezza didascalica e semplificazione, venendo molto apprezzato dal Cardinale Carlo Borromeo. Le spettacolari pale d’altare, i polittici, gli stendardi processionali, i tabernacoli non sono destinati solo alle chiese del paese natale ma anche alla città e alle valli che costellano il nostro territorio. Molte di queste testimonianze si trovano oggi nei luoghi d’origine, altre sono conservate in collezioni pubbliche e private di tutto il mondo.

Nell’ambito della risalente programmazione volta al ripristino di opere bisognose di cure, Angelo Piazzoli – Presidente di Fondazione Credito Bergamasco e Direttore del progetto “Grandi Restauri” – e Marina Fratus, Vice Presidente di Fondazione Creberg e Amministratore Delegato di Nettuno srl, hanno annunciato nella giornata di giovedì 29 aprile nuovi restauri su 6 importanti opere di Moroni. Gli interventi saranno conclusi entro il prossimo mese di settembre e porteranno a 16 le opere del grande pittore che la Fondazione ha recuperato negli anni sotto la guida delle rispettive Soprintendenze (se si contano singolarmente le opere dei polittici si arriva a 30 dipinti riportati all’originario splendore).

“Grandi Restauri”

I precedenti interventi di Fondazione Creberg su Capolavori di Giovan Battista Moroni e le connesse iniziative espositive
Si tratta di un percorso virtuoso iniziato nel 2008 con la monumentale tela raffigurante l’Incoronazione della Vergine collocata nella chiesa di Sant’Alessandro della Croce (Borgo Pignolo, Bergamo) e restaurata da Minerva Maggi, Eugenia De Beni e Alberto Sangalli. L’opera venne spostata in Sant’Alessandro della Croce dopo la soppressione della chiesa della Trinità per la quale era stata dipinta. Il restauro permise la riscoperta e il recupero di una porzione di tela dipinta a paesaggio di circa 20 centimetri, risvoltata dietro il telaio nell’Ottocento, in occasione del malaugurato ridimensionamento dell’opera che doveva essere adattata a una cornice in stucco già esistente.
Grazie ai restauri sostenuti nel tempo da Fondazione Credito Bergamasco e alle informazioni che essi hanno rivelato, oggi sappiamo molto di più dell’artista, della sua tecnica pittorica, dei materiali da lui privilegiati, del tipo di preparazione dei supporti; inoltre, come in questo caso, ritornano a splendere porzioni di pittura nascoste da secoli, quando ancora i rimaneggiamenti che oggi consideriamo gravi incidenti di percorso, erano all’ordine del giorno.

Nella pubblicazione dedicata allo specifico intervento sull’Incoronazione della Vergine, Angelo Piazzoli scriveva: “Oltre alla possibilità di un altissimo godimento estetico, il restauro del dipinto ha offerto agli studiosi l’occasione per effettuare una serie di indagini a carattere scientifico da cui sono emersi nuovi ed importanti riscontri sul cammino pittorico e le fasi stilistiche di questo grande artista cinquecentesco. Infatti, grazie alle analisi microchimiche e stratigrafiche condotte su diversi frammenti del dipinto e a numerose altre indagini (la fluorescenza, il falso colore ed alcune riprese riflettografiche, l’indagine XRF, la spettrometria in riflettanza nel visibile e l’analisi colorimetrica) è stato possibile disporre di informazioni certe e precise, che sono state divulgate nel corso di una conferenza dal titolo “Il Moroni invisibile: la ricerca scientifica oltre il restauro”, svoltasi nell’ambito di BergamoScienza e che offrono ora un’ulteriore opportunità culturale a tutti coloro che vogliono avvicinarsi alla produzione di Giovan Battista Moroni e più in generale al grande patrimonio artistico e culturale di cui dispone il nostro territorio”.

Le positive ricadute sul territorio – determinate dagli numerosi restauri eseguiti negli anni successivi – sono state particolarmente soddisfacenti permettendo una migliore fruizione delle opere in vista delle mostre organizzate dalla Fondazione Credito Bergamasco: nel maggio 2013 “Omaggio a Moroni” – iniziativa diretta da Angelo Piazzoli e curata da Simone Facchinetti – svoltasi nel Palazzo Storico del Credito Bergamasco con eventi culturali correlati quali visite e serate a tema di grande successo.
La mostra era direttamente collegata alla campagna di restauri promossa e sostenuta dalla stessa Fondazione, finalizzata al recupero di due straordinarie opere del pittore originario di Albino: la Resurrezione di Cristo di Sovere, restaurata da Alberto Sangalli e Minerva Tramonti Maggi e il Polittico di Ranica restaurato da Andrea Lutti. Il polittico non veniva toccato dal 1920, l’ultima manutenzione era stata infatti effettuata da Mauro Pelliccioli subito dopo il rientro del manufatto da Roma dove era stato messo in sicurezza per proteggerlo durante il primo conflitto mondiale insieme ad altre opere della Provincia.

Tra i dipinti convocati per la mostra, spiccava un capolavoro assoluto: il Ritratto di Gian Gerolamo Grumelli, più noto come Il cavaliere in rosa, di proprietà della Fondazione Museo di Palazzo Moroni di Bergamo; tra dicembre 2015 e febbraio 2016 la mostra “Giovan Battista Moroni. Un “ritratto magnifico” e otto opere restaurate”, organizzata da Fondazione Adriano Bernareggi – in collaborazione con Fondazione Creberg – tenutasi negli spazi del Museo Diocesano di Bergamo.

In vista dell’evento, tra il 2013 e il 2015, Fondazione Creberg aveva provveduto a un’imponente campagna di restauri al fine di presentare al meglio le opere al pubblico. Detta campagna aveva permesso il recupero di numerose opere, approfondite nel catalogo della mostra (edito da Fondazione Creberg): Cristo risorto (collezioni del museo Bernareggi); Battesimo di Cristo (collezioni del museo Bernareggi); Madonna con il Bambino in gloria; Sant’Andrea, San Giovanni Evangelista, San Bernardo, San Defendente, San Rocco (Roncola, San Bernardo); Angelo in adorazione; Angelo in adorazione (collezioni del museo Bernareggi); Ultima cena (Romano di Lombardia, Santa Maria Assunta e San Giacomo); oltre alla Resurrezione di Cristo (Sovere, San Martino) e al Battesimo di Cristo, Angelo annunciante, Vergine annunciata, San Giacomo, San Giovanni Evangelista (Ranica, Sette Santi Fratelli Martiri) i cui restauri erano già stati anticipati nella precedente mostra a Palazzo.

La campagna di restauro in vista della mostra al Museo Diocesano ha permesso, fra gli altri, il ripristino di uno dei capolavori assoluti del maestro albinese: l’Ultima Cena di Romano di Lombardia, opera segnalata come “icona multum honorifica” già negli atti della visita apostolica di Carlo Borromeo del 1575. Per molto tempo il volto del coppiere accanto al Redentore era stato considerato un autoritratto del pittore; una nota romantica, in seguito smentita dal curatore della mostra Simone Facchinetti, che dimostra quanto il dipinto godesse di larga fama. Prima del restauro la grande tela si trovava in precario stato conservativo ed era danneggiata da un precedente cattivo reintegro pittorico che aveva parzialmente ricostruito il piede nudo dell’apostolo di spalle, corretto da Francesca Ravelli nel corso dell’intervento in accordo con la Direzione Lavori.

Il restauro del Polittico della Roncola – operato da Andrea Lutti e Sabrina Moschitta – ha rivelato un aspetto che ha incuriosito il pubblico nelle visite guidate che si tennero a Palazzo Creberg durante l’intervento che si svolse a “cantiere aperto”. In tempi imprecisati, nel pannello raffigurante la Madonna con il Bambino in gloria, il sesso del piccolo Gesù era stato coperto dal panneggio in stoffa perché ritenuto scandaloso. L’intervento censorio è stato rimosso durante il restauro, ma si tratta di una modalità di cui non dobbiamo stupirci in quanto frequentemente applicata in passato a numerose opere d’arte.
I problemi conservativi affrontati invece su Cristo risorto, Battesimo di Cristo, Angelo in adorazione e Angelo in adorazione (tutte opere restaurate da Delfina Fagnani – Sesti Restauri) e sui loro supporti lignei e tessili, sono stati occasione di studio e indagine verso una più ampia conoscenza della tecnica esecutiva di questo grande artista bergamasco, aprendo canali di approfondimento sulla ricerca di soluzioni tecniche mirate.

Nel 2016 la Fondazione Credito Bergamasco decide di porre mano anche al Polittico di Fiorano e alla sua imponente cornice e affida il restauro ad Andrea Lutti (con la collaborazione di Sabrina Moschitta per la parte pittorica e di Leone Algisi per le parti lignee). L’intervento ha rimesso perfettamente in luce le vivaci cromie contrastanti tipiche del Moroni, offuscate da una patina grigiastra e compromesse da cadute di colore e vernice alterata. Sono infatti le presenze femminili con le loro superbe “mise” colorate ad essere protagoniste del racconto. Nella cimasa, la Vergine lascia che l’orlo ribelle della veste scenda sul gradino ai suoi piedi: l’effetto è magistrale, regala alla scena freschezza e tridimensionalità, accentuata dai realistici pesanti tendaggi dipinti lateralmente. Santa Lucia si distingue sulla sinistra mostrando ai fedeli la palma del martirio e attira l’attenzione per via della luminosa gonna giallo limone mentre la Principessa, inginocchiata in “adorazione” del suo salvatore Giorgio che l’ha appena liberata dal drago, è sontuosamente vestita di una delicata tonalità di rosa, uno dei colori più amati dal Moroni. Santa Apollonia, avvolta nel raffinato mantello argenteo, fa serenamente bella mostra della pinza con il dente a ricordo delle raccapriccianti torture subite durante il martirio.

“Moroni 500”
I nuovi interventi di Fondazione Creberg riguardanti Capolavori di Giovan Battista Moroni nell’ambito del progetto “Grandi Restauri”
“Nella Sala Consiliare del Palazzo Storico, dal 2008 ad oggi sono transitate oltre venti opere d’arte bisognose di cure, ripristinate in modo rigoroso da professionisti qualificati sotto l’autorevole direzione dei funzionari della Soprintendenza preposta” […]
Le parole di Angelo Piazzoli – estrapolate dal testo di apertura del catalogo della mostra organizzata nel 2015 al Museo Bernareggi – inducono ad una riflessione: se dal 2008 al 2015 erano stati eseguiti 20 restauri su opere di autori diversi, ben si comprende quanto gli sforzi su questo versante siano stati incrementati in modo esponenziale negli anni successivi, considerando che oggi il numero delle opere restaurate e in corso di restauro è arrivato a 87 (123 dipinti se singolarmente considerati).
La nuova campagna di restauri – programmata da Fondazione Creberg nel corso del 2021 – è rivolta al completamento del percorso virtuoso sulle opere di Giovan Battista Moroni che sfocerà nelle celebrazioni del cinquecentenario.

Nell’iniziativa Fondazione Creberg è affiancata da Nettuno srl, che prosegue la sua collaborazione con la Fondazione iniziata nel 2017 con il ripristino di capolavori di Andrea Previtali, poi proseguita negli anni seguenti (2018/2019) con i restauri di monumentali opere di Antonio Campi e Simone Peterzano, tutti realizzati a Palazzo Creberg. “Per noi è motivo d’orgoglio supportare la Fondazione Credito Bergamasco in progetti di così significativo interesse culturale, volti alla conservazione del patrimonio artistico e alla diffusione della sua conoscenza” commenta Marina Fratus, nella sua qualità di Amministratore Delegato di Nettuno srl. “Crediamo nel valore dell’arte, e sostenerla significa anche restituire questa ricchezza al territorio di appartenenza, in una forma di responsabilità sociale che si declina in creazione di valore per la comunità tutta, non solo quella di riferimento.” Il sostegno di Nettuno è stato utilizzato dalla Fondazione per il restauro della Crocifissione di Bergamo (appartenente alla Congregazione delle Suore di Carità), dedicandolo alla memoria di un illuminato imprenditore bergamasco, Giancarlo Fratus, scomparso nel 2018.

Le 6 opere, il cui restauro verrà completato nei prossimi mesi, provengono da chiese delle valli bergamasche, da Bergamo città e dal suo hinterland:

Madonna con il Bambino in trono tra i Santi Vittore e Fidenzio, Gaverina Terme, Chiesa di San Vittore martire (restauro affidato ad Andrea Lutti con la collaborazione di Sabrina Moschitta);

Assunzione di Maria Vergine, Cenate Sopra, Chiesa di San Leone Papa (restauro affidato ad Andrea Lutti con la collaborazione di Sabrina Moschitta);


Crocifisso con i Santi Crisogono, Cristoforo, Francesco d’Assisi e un Santo martire, Seriate, Chiesa del Santissimo Redentore (restauro affidato a Gianbattista Marco Fumagalli);

Assunzione, Palazzago, Chiesa di San Giovanni Battista (restauro affidato a Gianbattista Marco Fumagalli);

Crocifisso tra i Santi Francesco d’Assisi e Antonio da Padova, Bergamo, Cappella della Congregazione delle Suore di Carità delle sante Capitanio e Gerosa (restauro affidato a Delfina Fagnani – Sesti Restauri);

Crocifisso con i santi Bernardino da Siena e Antonio da Padova, Albino, Chiesa di San Giuliano martire (restauro affidato ad Antonio Zaccaria).

Questo ultimo dipinto è stato inserito recentemente nella pianificazione in risposta a un S.O.S. pervenuto da Albino; a questo proposito Angelo Piazzoli afferma: “Il ripristino del dipinto si è inserito nella interlocuzione con il Comune di Albino e con PromoSerio, quale elemento di ulteriore valorizzazione di un grande progetto di territorio – “Moroni 500” – in una logica di collaborazione reciproca. Lo abbiamo messo a disposizione dell’iniziativa spontaneamente, come gesto di attenzione alla comunità albinese. Ne conseguiranno una miglior leggibilità e fruibilità del dipinto, una sua maggiore pubblica conoscenza, una serie di attività di approfondimento culturale e di rafforzamento della identità locale”.

Cenni sulle iniziative culturali ed espositive – dedicate al Moroni da Fondazione Creberg – per le celebrazioni del Cinquecentenario
In attesa di scoprire novità e dettagli sulle opere di cui sono in corso gli interventi in vista della consueta esposizione autunnale “Grandi Restauri” – che ci si augura si possa tenere, per parte, a Palazzo Creberg – è doveroso segnalare che l’esposizione verrà comunque attuata – nel rispetto delle normative di accesso ai luoghi, al tempo vigente – attraverso una specifica messa in luce di ciascun dipinto nel luogo di provenienza in una “esposizione diffusa” di tutte le opere moroniane restaurate nel tempo.
La mostra – che consentirà di cogliere appieno, fisicamente, l’ampiezza di questa attività pluriennale di recupero dedicata a un grande artista delle nostre terre – toccherà teoricamente ben 13 luoghi d’arte (Sovere, Ranica, Roncola, Fiorano al Serio, Romano di Lombardia, Gaverina Terme, Cenate Sopra, Seriate, Palazzago, Albino, Bergamo Museo Bernareggi, Bergamo, Sant’Alessandro della Croce, Bergamo, Congregazione delle Suore della Carità) – vale ovviamente per gli Enti che vorranno aderire – e permetterà ai visitatori di contemplare le opere negli storici siti di appartenenza secondo gli orari e le modalità di apertura al pubblico degli stessi.
Con questo e con gli altri progetti precedentemente solo accennati, Fondazione Creberg partecipa e sostiene, quale partner principale, il progetto di valorizzazione territoriale “MORONI 500. ALBINO 1521 – 2021”. L’iniziativa, promossa dal Comune di Albino – coordinata da PromoSerio – coinvolgerà l’intera comunità albinese, seriana, bergamasca e regionale da giugno 2021 alla primavera 2022, con una fitta programmazione che sarà a breve divulgata dagli Enti promotori e organizzatori.

Al riguardo Angelo Piazzoli evidenzia che: “Fondazione Credito Bergamasco ha aderito al progetto sia per la sua grande qualità, sia come gesto di prossimità ai soggetti promotori con i quali vantiamo una storica collaborazione. Ricordo con PromoSerio le iniziative a sostegno di eventi culturali e museali in Valle Seriana e in Val di Scalve; con il Comune di Albino la collaborazione per il bando di concorso relativo al logo “Albino Città del Moroni” del 2013 e per numerosi eventi programmati nel tempo sul territorio”.

Fondazione Credito Bergamasco infatti, oltre ad occuparsi attivamente della valorizzazione dei restauri realizzati sulle opere moroniane a livello provinciale, promuoverà itinerari sul territorio della Val Seriana e della provincia di Bergamo, realizzando visite guidate e conferenze.
Un’ulteriore novità, di cui Fondazione Credito Bergamasco è particolarmente fiera, sarà la presentazione, in autunno, del “Catalogo Generale” dell’opera di Giovan Battista Moroni, curato da Simone Facchinetti.

Come sottolinea Angelo Piazzoli “da tempo siamo impegnati su questa opera omnia che rappresenta una vera e propria prima assoluta, non esistendo infatti un lavoro così diffuso e analitico sul Moroni. La pubblicazione (edita da Officina Libraria di Milano) e l’attività di ricerca di Simone Facchinetti (curatore inoltre di due mostre internazionali dedicate al Moroni alla Royal Academy of Arts, Londra nel 2014 e alla Frick Collection di New York nel 2019) sono state sostenute dalla nostra Fondazione. Un’impresa che si è protratta nel corso di molti anni, necessari a raccogliere le informazioni relative alle oltre 200 opere del pittore, non solo conservate nel territorio bergamasco ma disseminate nei principali musei europei e statunitensi, oltre che in molte collezioni private. Abbiamo previsto la “prima assoluta” ad Albino, proprio per sottolineare il suo ruolo di “Capitale” moroniana”.

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