Ospedale Pugliese

Era Settembre 2018 – ricorda Francesco Citriniti Responsabile Ufficio Amministrativo di Presidio Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio – quando con un comunicato stampa denunciavo in qualità di Responsabile dell’Ufficio Amministrativo di Presidio, le continue aggressioni cui era sottoposto il “personale dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” impegnato in attività di di front office , del Pronto Soccorso, degli ambulatori ed in particolare quello degli sportelli tickets”.

In particolare si denunciavano “i toni e l’astio con cui utenti e accompagnatori si rivolgono sempre più spesso agli operatori, sanitari ed amministrativi, come se questi fossero nemici, avversari da battere fisicamente e verbalmente, piuttosto che personale a servizio della “collettività”, professionisti cui rivolgersi per alleviare un dolore, una sofferenza…….”.

Tuttavia l’appello pare non abbia sortito effetto alcuno, infatti tra giovedi pomeriggio e venerdi mattina due signore, due operatrici degli sportelli ticket, sono state letteralmente aggredite verbalmente da utenti che reclamavano nello specifico una “esenzione ticket non spettante” e dunque “esigevano” la regolarizzazione della prestazione in maniera difforme da quanto previsto dalla normativa nazionale e regionale, in presenza del rifiuto argomentato da parte delle operatrici è scattata l’aggressione.

Detto comportamento si registra quotidianamente tutte le volte che le risposte non sono conformi alle richieste, spesso alle “pretese”, degli utenti. Può trattarsi del semplice appello a mantenere le distanze anti assembramento, piuttosto che al divieto di ingresso nella struttura agli accompagnatori, oppure all’impossibilità di procedere a quanto richiesto in presenza di vizi formali quali ad esempio un codice di esenzione o un codice di prestazione riportato erroneamente sull’impegnativa, o semplicemente per una errata prenotazione , alle quali si cerca sempre con buon senso di rimediare per evitare disagi, ma non sempre ciò è possibile.

Ieri per un episodio simile è stato necessario addirittura l’ intervento dei carabinieri, cosa che chiaramente ha messo in subbuglio un intero ufficio e creato disagio agli utenti in attesa, determinando di fatto “l’interruzione di un pubblico servizio”, in assenza di un diritto ed in presenza di una pretesa. L’operatrice in servizio giovedi pomeriggio è rimasta a casa per due giorni, quella in servizio ieri mattina è dovuta ricorrere alle cure dei sanitari del Pronto Soccorso, entrambi hanno registrato una crisi ipertensiva importante.

In pratica tutto ciò che non corrisponde ai desiderata degli utenti ed alle informazioni in loro possesso, scatena reazioni inammissibili, inconcepibili all’interno di una struttura sanitaria, luogo di sofferenza e cura più che di rivendicazioni politiche e sociali ed invece quotidianamente ci troviamo a fronteggiare situazioni simili.

L’azienda ha predisposto, con apposito personale addetto, un servizio per il controllo e la vigilanza del corretto accesso degli utenti alla struttura, al fine di evitare assembramenti ma anche per rendere un migliore servizio all’utenza in termini di informazione e tempi di attesa, tuttavia anche questo personale è costretto a subire, per le stesse motivazioni già esposte, il medesimo trattamento aggressivo ed offensivo, sul piano personale e professionale, riservato agli operatori degli sportelli.

Credo che tutto ciò sia ormai sia divenuto insopportabile e non degno di un paese civile, con la presente si vuole denunciare tale situazione alla pubblica opinione, ai medici in sede di prescrizione, alle organizzazioni sindacali, ma si vuole soprattutto attenzionare le autorità preposte all’ordine pubblico, mi rivolgo in particolare al Sig. Questore di Catanzaro Dott. Mario Finocchiaro affinchè voglia predisporre la presenza di personale di polizia presso i poliambulatori del Pugliese a tutela del personale che lì presta servizio ma anche di quella utenza che deve anch’essa subire i disagi, le interruzioni ed i ritardi del servizio, di chi pretende di imporsi con la forza e con la prevaricazione”.

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