encomio neurologia pugliese

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di un degente al personale del reparto di Neurologia dell’Ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro e al dottor Domenico Bosco

Sabato 6 marzo 2021, dopo tre giorni che accusavo uno forte bruciore e mal di stomaco con conseguente gonfiore addominale, mi sono recato al pronto soccorso.

Accolto dal medico di turno vengo sottoposto ad esami ed accertamenti. Dopo un consulto con il Chirurgo generale vengo ricoverato con urgenza per una presunta occlusione intestinale presso il reparto di Chirurgia uomini, dell’Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro.

Dopo l’intervento chirurgico eseguito dalla Dottoressa Eugenia Cardamone, perfettamente riuscito, avvenuto il giorno seguente al mio ricovero, purtroppo sono iniziati i problemi di ipotensione ortostatica (posturale) un’eccessiva caduta della pressione arteriosa, quando assumevo la posizione eretta. Con il passare dei giorni vedevo però le mie condizioni cliniche peggiorare, continuo vomito biliare fortissime coliche che mi costringevano a restare a letto

. Dopo diversi consulti medici si decideva in data 28 marzo 2021 il mio trasferimento nel reparto di Neurologia. Nel giro di qualche giorno lo staff medico, ha capito sin da subito che bisognava fare indagini più specifiche per individuare il problema.

Non si è dato tregua fino a quando non è riuscito a capire cosa avessi. Dopodiché è iniziato il percorso di cura specifico, in cui ho vissuto momenti bui e poveri di speranza. Mi viene diagnosticata una malattia rara che colpisce 1 o 2 casi per 100.000 individui all’anno, ma è la causa più comune di paralisi acuta non traumatica in tutto il mondo.

Praticamente il mio intestino a causa di questa forma rarissima risultava paralizzato. Vengo preso in carico fin da subito dal Dott. Emilio Le Piane e dalla Dottoressa Alessandra Clodomiro diretti dal primario del reparto di Neurologia il Dott. Domenico Bosco, i quali mi espongono il decorso che avrebbe avuto la malattia e la terapia per contenerla e superarla.

Rimango traumatizzato, ma nello stesso tempo sono fiducioso, ho la sensazione che sono nelle mani delle persone giuste. Nell’entrare nel reparto mi si è palesata una realtà completamente differente da quelle sentite mille volte in tv sulla sanità pubblica ed in particolare su quella calabrese.

Sono stato ricoverato per tanti giorni fino allo scorso lunedì 26 aprile c.a., data in cui sono stato dimesso per continuare il mio recupero definito a casa, in tutto questo lunghissimo periodo mi sono potuto rendere conto che il reparto di Neurologia è gestito da uno staff veramente encomiabile. Il reparto è perfettamente attrezzato, e ogni cosa funziona egregiamente.

Nei giorni successivi al mio ricovero, sia nel reparto di Chirurgia uomini che nel reparto di Neurologia, sono stato costantemente monitorato, accudito e curato.

Ma quello che ha più fatto bene al mio precario stato di salute sono sicuramente stati i rapporti umani, la disponibilità, cortesia e simpatia di tutto lo staff di entrambe i reparti. Mi piacerebbe cogliere l’occasione per ringraziare di cuore il responsabile del reparto di Neurologia, Dott. Domenico Bosco e con Lui tutto lo staff Medico:
Dott.ssa Rosetta Costanzo, Dott. Giovanni Frontera, Dott. Massimo Paone, Dott. Rosario Iannacchero, Dott. Emilio Le Piane, Dott.ssa Alessandra Lucisano, Dott.ssa Eleonora Colosimo, Dott.ssa Alessandra Clodomiro, Dott.ssa Alessandra Fratto, Dott. Domenico Pirritano, Dott.ssa Maria Trotta, Fisiatra Dott.ssa Rosanna Celia, Infermieristico, O.S.S., personale delle pulizie e della distribuzione del vitto, che sono stati veramente “la cura migliore”. Vorrei nominarli tutti ma sono davvero tante persone, ma lo meriterebbero veramente tutti nessuno escluso.

Queste righe hanno un’altra finalità, nascono dalla convinzione profonda di aver trovato all’interno della struttura ospedaliera, nel reparto di Neurologia, nella difficile situazione di malato problematico, un ambiente accogliente, disponibile e pieno di calore umano.

E allora sento il bisogno di testimoniarlo. Sento il desiderio di ringraziare tutto il personale dagli operatori sanitari al primario, senza escludere nessuno e ripeto “nessuno” poiché nelle loro funzioni tutti hanno contribuito ad alleviare le sofferenze, le paure, le fragilità che una malattia così invasiva e devastante arreca.

A disposizione mia e a sostegno della mia famiglia ha operato un’equipe ben coordinata. Per mia fortuna sono stato affiancato da un’equipe medica formata da persone speciali che, nonostante il covid-19 mi abbia tenuto lontano dai miei affetti più cari, sono riusciti a compensare questa mancanza con il loro supporto psicologico. Le parole di conforto e di speranza offerte dal personale paramedico sono state il mio sollievo quotidiano.

Perché mai deve fare notizia la mala sanità e non le buone pratiche di un efficiente servizio ospedaliero? Sono più di cinquantadue giorni che sono in ospedale, e il percorso volge al meglio, si continuerà il recupero a casa, ma voglio insieme alla mia famiglia testimoniare la mia esperienza e ringraziare tutti.

Angeli dell’assistenza sanitaria? No, professionisti coscienziosi e seri, persone che hanno a cuore il loro lavoro e lo esercitano con serietà, convinti che dall’altra parte c’è chi soffre e che un comportamento riguardoso e delicato può fare la differenza, quanto la stessa terapia.
Grazie ancora e buon lavoro. Con stima e riconoscimento

Enrico Nisticò, degente dell’Ospedale Pugliese dal 6 marzo 2021 al 26 aprile 2021

In questo mio lungo calvario mi sono affidato a Padre Pio, devoto fin da piccolo, mi è stato accanto e non mi ha mai lasciato la mano.
Mi è sembrato doveroso donare questa statuetta al reparto di Neurologia dell’Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro affinché il nostro Santo Padre Pio possa attraverso questa preghiera venire in soccorso ed intercedere per il ripristino della salute di tutti i malati.

PREGHIERA :CHIEDERE IL RECUPERO DELLA SALUTE A PADRE PIO

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