Che i social network siano un mezzo potente, lo sappiamo. Che proprio per questo vadano maneggiati con cura, è altrettanto indubbio. Vale per tutti, soprattutto per coloro che rappresentano un punto di riferimento per le comunità.

In tempo di pandemia, vale senz’altro per i medici. Tant’è che tre esposti sono stati depositati all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Bergamo nei confronti di altrettanti professionisti del territorio, segnalati per avere sostenuto tesi pseudoscientifiche in materia di vaccini su Facebook.

“Gli esposti sono in fase istruttoria, e quindi tutti da valutare – si limita a commentare il presidente dell’Ordine dei medici, Guido Marinoni -. Se non verranno archiviati, gli autori verranno sottoposti a procedimento disciplinare”.

A segnalare sarebbero stati alcuni cittadini, forse perplessi rispetto a quanto letto sul social network. “Si tratta di esternazioni e dibattiti inappropriati, sicuramente frutto di un maldestro e non troppo consapevole uso della piattaforma”, osserva Marinoni.

In questa fase, l’Ordine preferisce non aggiungere altro in merito al contenuto dei post finiti sotto esame, confermando soltanto che contenevano posizioni di carattere “pseudoscientifico” sui vaccini.

Episodi isolati, forse. Ma non dimentichiamo che un post in rete può moltiplicarsi rapidamente, se condiviso da altri utenti. Non a caso Facebook, seppur con qualche mese di ritardo, ha promesso di rafforzare le azioni contro la disinformazione sui vaccini, rimuovendo dal social e dalla controllata Instagram i post con affermazioni ritenute false. Tant’è che i link che trattano del virus, ora vengono bollati con un adesivo che rimanda a un sito di informazione governativo.

“La lista delle ‘bufale’ da eliminare – ha spiegato lo scorso febbraio l’azienda statunitense, annunciando le varie misure messe in campo – è stata compilata dopo consultazioni di organizzazioni impegnate sul tema”, a partire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).

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