Vincenzo De Sarro

In merito alle considerazioni che hanno determinato quanto da me dichiarato sul ddl Zan – scrive il consigliere comunale Vincenzo De Sarro ritengo opportuno precisare quanto segue.

Preliminarmente penso che se vi è un aspetto che caratterizza la nostra bella Italia, questo è la presenza eccessiva di leggi.

Se in Italia non funziona qualcosa, la soluzione è bella e trovata: si emana una nuova legge che spesso finisce per complicare le cose a chi le deve applicare. Così, i procedimenti amministrativi hanno un inizio, ma la fine, quando arriva, è sempre molto lontana. Tante cose non funzionano, ma in compenso abbiamo la legge che ne complica il problema, e pare proprio che questo sia diventato il nostro Made in Italy.

Solo un esempio: qualche anno fa fu emanata la legge contro il “femminicidio” che avrebbe dovuto ridurre questi delitti. Così non è stato. Ritengo pertanto che l’emanazione di nuove leggi sovente non è la soluzione dei problemi che affrontano.

Per quel concerne nello specifico il ddl Zan penso innanzitutto che la giurisprudenza italiana preveda già norme di legge che tutelano l’essere umano in quanto tale, qualora venisse offeso per i propri orientamenti di vita.

Ma questo ddl ha un diverso risvolto. Mi spiego con un raccontino personale. Nei miei primi anni di vita a Catanzaro, città a cui sono molto grato per tante ragioni, ho avuto con mia moglie in pochi anni diversi figli. Talvolta mi è capitato che qualcuno ci dicesse se non sapessimo che esisteva la TV. Con il ddl Zan potrei rivalermi per queste frasi, che potrebbero essere anche interpretate come “lesive” per i miei orientamenti di vita.

Per questo, secondo me, il ddl Zan dovrebbe essere rivisto tutelando però i diritti di tutti.

Infine, per quanto riguarda il mio rapporto con “Cambiavento” debbo riconoscere l’onestà del Prof. Fiorita che, anni fa, quando mi chiese di candidarmi mi rappresentò che l’estrazione principale di “Cambiavento” era plurale ma essenzialmente di sinistra.

Io rappresentai che con i valori della sinistra non mi ero mai trovato. Tuttavia, non credendo nei partiti e credendo nella necessità di un rinnovamento della politica, che “Cambiavento” vuole interpretare, avrei potuto dare il mio contributo portando i valori in cui credo; questi valori che alcuni anni prima mi avevano fatto aderire ad un movimento che si chiama “Società e Famiglia”.

Ne consegue che se “Cambiavento” ritenesse incompatibili alcuni valori per me essenziali, si configurerebbe una situazione di non rispetto della mia libertà di pensiero e di espressione, e le nostre strade inevitabilmente si dividerebbero.

 

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