Vicino a tagliare il traguardo dei 100 anni di storia, il Tennis Club Bergamo Automha è pronto a rinnovarsi per consolidare la propria posizione di punto di riferimento importante sul territorio.

Un restyling che riguarderà le strutture ma anche la propria filosofia, senza dimenticare una storia fatta di successi e di tanti ragazzi formati.

Lo sa bene Gabriele Merelli, da 25 anni consigliere del Tennis Club Bergamo Automha e fondatore della Olme Sport, società che da 15 anni organizza gli internazionali in città: un torneo prestigioso, dove sono transitati campioni affermati come Tsonga, Santoro e Seppi e altri che in questo momento sono la speranza e le punte di diamante del tennis italiano, come Berrettini e Sinner.

“Nella nostra storia ci sono anche vittorie importanti in campo nazionale – spiega Merelli – Ad esempio, quanto ero direttore sportivo, abbiamo conquistato la Serie A2 e tra le nostre fila hanno militato campioni italiani come Simone Bolelli. Il Tennis Club Bergamo Automha ha sempre avuto una vivace attività competitiva, nell’ultimo anno smorzata dall’effetto Covid che tra le altre cose ci ha impedito di disputare la finale degli Internazionali. Stiamo pagando a caro prezzo le conseguenze di questa pandemia”.

Una situazione emergenziale che ha stoppato anche le tantissime iniziative del circolo, capace negli anni di portare a Bergamo campioni di ogni epoca: “Ne cito due, Nastase e Vilas ai quali sono legato da rapporti personale – continua Merelli – Riuscii a farli venire in città per l’evento a scopo prettamente benefico ‘Campioni per la vita’. Il Tennis Club Bergamo Automha è sempre stato molto attento alle iniziative sociali, offrendo ai suoi soci anche la possibilità di fare trasferte non solo in Italia ma anche all’estero. Al Country Club di Montecarlo, con la possibilità anche di giocare sui campi centrali, ma anche negli Stati Uniti, calcando i campi dell’Atp Miami. Abbiamo visitato le accademie del tennis più prestigiose, facendo anche la conoscenza personale di grandi giocatori come Andy Roddick”.

Gabriele Merelli

Attività che, compatibilmente con la situazione sanitaria, riprenderanno appena possibile, rimettendo i giovani ancor di più al centro dell’attività del circolo, che oggi conta circa 250 soci.

Giovani che in passato sono stati seguiti anche da Corrado Barazzutti, che ne ha potuto valutare le potenzialità: “Il nostro ruolo non è quello di portare giocatori a livello mondiale – spiega Merelli – La funzione dei circoli è quella di far crescere ragazzi promettenti fino ai 14 anni, punto nel quale poi devono decidere la propria strada. Quella del professionismo non è di certo facile. Noi crediamo molto nella funzione formativa del tennis, grazie a un ‘progetto giovani’ supportato da sponsor importanti, tra i quali Faip-Perrel, e da personale qualificato. Per anni ho accompagnati ragazzini in giro per il mondo: qualcuno è uscito e ce l’ha fatta, altri si sono persi. Il tennis è uno sport dove pochissimi arrivano. Ma ciò che le famiglie hanno capito è che il tennis ha una forte funzione di insegnamento: uno sport individuale, dove puoi contare solo sulle tue qualità e devi fare i conti coi tuoi problemi. La nostra fortuna al Tennis Club Bergamo Automha è quella di avere uno staff di primissimo livello e nella nostra nuova visione del circolo avrà un ruolo determinante”.

Ma nel futuro del Tennis Club Bergamo Automha c’è un’apertura decisa verso la città, con il potenziamento di tutta la struttura e il rafforzamento delle attività sociali e culturali.

“In un mondo come quello attuale, dove tutto è proiettato verso l’informatizzazione – conclude Merelli – l’attaccamento e l’amore che abbiamo per questo sport e questa realtà diventa determinante: passione, stimoli e difficoltà fanno parte del quotidiano, ma senza il cuore che personalmente io metto da 35 anni non si va avanti. Ho intenzione di continuare a farlo ancora e spero che serva da esempio per qualcuno di volenteroso pronto a raccogliere il testimone e portare il Tennis Club Bergamo Automha nel posto che merita”.

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