Secondo una proiezione dell’Osservatorio Cisl, in provincia di Bergamo, nel ventennio 2015-2035 si perderanno 36.577 cittadini da 0 a 14 anni. Un’analisi che trova fondamento nell’allarme lanciato oggi dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, per il quale tra dieci anni “mancheranno” quasi un milione e mezzo di studenti.

“Si possono definire in circa 25mila gli studenti che mancheranno all’appello tra dieci anni, con le conseguenze che si possono facilmente immaginare sul mondo della scuola – dice Paola Manzullo, segretaria generale Cisl Scuola -. Occorrono allora interventi immediati, per non trovarci ancora una volta a dover rincorrere i problemi con soluzioni sempre emergenziali. Serve che l’attenzione sulla scuola faccia registrare veramente una forte volontà di tutta la politica che dichiara di pensare al bene del Paese”.

“Qui non si tratta di una categoria – continua la sindacalista bergamasca -, ma di salvaguardare il futuro delle nuove generazioni in modo che possano essere messe in grado di affrontare con competenza le trasformazioni epocali che stanno avanzando a ritmo vertiginoso”.

“Per questo da subito occorre un intervento teso a ridurre notevolmente il numero degli alunni per classe; assumere in ruolo tutti i docenti e il personale ATA necessari, perché il prossimo anno scolastico possa iniziare con regolarità per tutte le classi; avviare una seria riflessione sulle professionalità che vadano oltre gli insegnamenti disciplinari e che siano funzionali a rispondere al problema della dispersione scolastica, dell’orientamento, del supporto decisivo all’acquisizione delle necessarie competenze digitali e, soprattutto – conclude Manzullo – delle competenze non cognitive che costituiscono importanti risorse volte a favorire il successo formativo”.

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