OLBIA. L’ex palazzo della ferrovia di via Vittorio Veneto scivola dalle mani del Comune. L’ente se l’era aggiudicato per poco più di mezzo milione di euro partecipando all’asta fallimentare, su mandato del consiglio comunale. Alcuni comportamenti assunti dal sindaco, Settimo Nizzi, durante la seduta a cui ha preso parte anche un privato, avrebbero spinto il giudice fallimentare a revocare l’assegnazione dell’immobile. 

Gli atti sono stati trasmessi alla Procura di Tempio che avrà il compito di verificare l’ipotesi di turbativa d’asta.

Intanto la questione diventa anche politica. Le opposizioni consiliari, Coalizione civica, Liberi e Uniti per Olbia e Movimento 5 Stelle, esprimono disappunto e indignazione sull’episodio. 

«Il consiglio comunale all’unanimità aveva dato mandato al sindaco di rappresentare l’ente per l’acquisizione del bene, ritenendolo di vitale importanza per la riqualificazione dell’intero quartiere di San Simplicio – spiegano i consiglieri -. Consideriamo gravissimo il comportamento del sindaco, che in sede di aggiudicazione dell’immobile, invece di esercitare il mandato ricevuto dal Consiglio, avrebbe tenuto un comportamento lesivo per la buona riuscita dell’operazione».

L’ex palazzo delle Ferrovie, appartenuto a una società poi andata in fallimento, nel Puc adottato dalla maggioranza a febbraio ha cambiato destinazione d’uso. Da foresteria e uso congressuale come previsto dal Piano di fabbricazione è diventato con finalità pubblica. Motivo per il quale è stato inserito dall’amministrazione all’interno del progetto “Qualità dell’abitare” come social house, case popolari. Il progetto che prevede la riqualificazione del quartieri San Simplicio e Gregorio è stato presentato all’interno del bando del ministero delle Infrastrutture-Mibact e Mise con una richiesta di finanziamento di 20milioni di euro. 

«Il 20 aprile 2021 abbiamo presentato un’interrogazione per ricevere informazioni in merito al buon fine della gara per l’aggiudicazione dell’immobile – aggiungono le opposizioni -. Oggi apprendiamo con rammarico che ancora una volta, a causa dell’inadeguato comportamento del sindaco, il giudice fallimentare ha sospeso la gara e ha revocato l’aggiudicazione provvisoria a favore del Comune e inviato gli atti alla Procura. Questo potrebbe comportare un danno economico per la città, con il rischio concreto che il Comune possa perdere i finanziamenti per la tanto attesa riqualificazione urbana del quartiere di San Simplicio. Pretendiamo che urgentemente il sindaco riferisca in aula sulla vicenda, al fine di fugare qualsiasi dubbio sul suo comportamento tenuto in fase di gara».

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