Errare humanum est, sed perseverare…

Beh lo sappiamo tutti, anche senza conoscere il latino, come va a finire di solito. L’importante, insomma, è non ricadere nell’errore o in quei difetti che si pensava di aver eliminato. Cosa vogliamo dire? Che quando Luis Muriel ha sbagliato il calcio di rigore contro il Sassuolo sembrava di assistere ad un film già visto e in effetti qualche ragione c’è, se a molti è venuto in mente qualcosa di strano e quella paura di guardare, quando un giocatore si avvicina al dischetto per calciare. Anche se il problema è meno grave di quel che sembra. Vediamo perché.

Intanto, un dato confortante: il rigore sbagliato da Muriel è il primo, in questo campionato. L’Atalanta finora ne aveva trasformati 6 su 6, quindi con una media tra le più alte, invertendo una tendenza spiacevole del passato (la vedremo poi). Nel dettaglio: gol di Zapata in Atalanta-Sampdoria alla 5a giornata (1-3), Muriel gol alla 14a in Bologna-Atalanta 2-2, Ilicic gol in Milan-Atalanta 0-3 alla 19a, Malinovskyi gol in Verona-Atalanta 0-2 alla 28a, Ilicic gol in Fiorentina-Atalanta 2-3 alla 30a, Muriel gol in Atalanta-Bologna 5-0 alla 33a.

Un dato buono se confrontato con quello delle altre squadre della Serie A, in testa il Milan con 12 rigori segnati sui 16 concessi, molto meglio il Sassuolo con 11 su 11, il Crotone 9 su 9, la Juventus e la Roma con 7 rigori segnati su 8, mentre la Lazio è a 6 su 9 e l’Inter a 5 su 6.

La media dell’Atalanta è anche in linea con quella dello scorso campionato, anzi se vogliamo un po’ meglio: allora tre rigori sbagliati e un totale di 7 trasformati su 10, con gli errori di Barrow alla 13 in Atalanta-Juve 1-3, di Muriel in Inter-Atalanta 1-1 e di Malinovskyi in Milan-Atalanta 1-1, che era l’ultimo rigore sbagliato il 24 luglio 2020 prima di quello mancato da Muriel domenica 2 maggio 2021 a Reggio Emilia.

In questa stagione va messo nel conto anche il rigore non trasformato da Zapata in Coppa Italia nel 3-2 alla Lazio il 27 gennaio 2021, ma il bilancio complessivo resta buono. I rigoristi sono diventati Muriel e Malinovskyi, in pratica però hanno fatto gol in quattro marcatori diversi e Ilicic e Muriel con due reti a testa.

Ma allora cos’è che non va? Il dato preoccupante è quello complessivo, da quando all’Atalanta c’è Gasperini: 15 rigori falliti su 46, cioè il 32,6% del totale. E la serie dei tiratori che non sono andati a segno è abbastanza lunga, in testa Gomez con tre rigori falliti e infatti poi il Papu aveva lasciato il compito prima a Ilicic e poi a Muriel.

Insomma, nelle ultime due stagioni l’Atalanta ha svoltato anche da questo punto di vista, migliorando una media che, prima, sembrava un po’ compromessa. Poi se si guarda all’effetto sulla classifica, i due rigori sbagliati nello scorso campionato con Inter e Milan sono costati quattro punti (due pareggi, 1-1, anziché due vittorie), che volevano dire secondo posto con 82 punti davanti all’Inter (81). Ecco perché non bisogna ricadere nei vecchi errori…

Vale anche per le espulsioni: l’anno scorso due, Ilicic e Malinovskyi, quest’anno siamo già a due (Gosens e Gollini) ed è meglio fermarsi qui. In dieci non si vince.

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