Il giorno dell'arresto di Santino Mirarchi

“Intendo riferire di essere stato l’autore dell’omicidio di Luigi Grande. Non ho detto questa circostanza fin ora in quanto mi sono trovato in questa situazione di collaborazione disorientato per il futuro della mia famiglia oltre che per la grave condanna alla quale mi sarei esposto ma ho riflettuto attentamente in questo periodo e ho capito che dovevo riferire ogni cosa qualunque sarebbero state le conseguenze perchè la mia collaborazione deve essere piena e completa su ogni circostanza. Per questo motivo piano piano ho maturato la decisione di dire tutto”.

(IN BASSO IL PEZZO SULLA CONFESSIONE DI SANTINO MIRARCHI)

Operazione Jonny, Mirarchi: ‘Ecco come ho ucciso e carbonizzato Luigi Grande’

Iniziava così il racconto di Santino Mirarchi, un racconto crudo e terribile, come cruda e terribile fu la fine che lui fece fare ad un giovane catanzarese Luigi Grande.

Lunedì Santino Mirarchi comparirà, probabilmente da remoto, nell’aula C del tribunale di Catanzaro dove si terrà l’udienza a sua carico per quel terribile omicidio.

La famiglia, costituitasi parte civile, sarà difesa da Francesco Mancuso.

L’8 agosto del 2009 un giovane scompare, si tratta di Giuseppe Fraietta, cognato all’epoca dei fatti di Santino Mirarchi.

Luigi Grande, agli occhi di Mirarchi e dei suoi sodali ebbe la sola colpa di essere stato l’ultimo ad incontrare Fraietta.

Luigi Grande morì per mano di Santino Mirarchi, ma fu anche vittima probabilmente inconsapevole vista anche la giovane età,  di quella faida che nei primi anni 2000 insanguinò la costa catanzarese. Una faida scoppiata tra le famiglie di ‘ndragheta Borgia per il controllo delle attività criminali legate allo spaccio di droga.

(IN BASSO IL PEZZO SULL’ASCESA CRIMINALE DI SANTINO MIRARCHI)

Da capo degli estortori a collaboratore di giustizia, la parabola personale e criminale di Santo Mirarchi

CHI E’ SANTINO MIRARCHI

Santo Mirarchi,  è figlio di un dipendente pubblico e di una casalinga, il fratello si laurea in giurisprudenza e lui stesso finisce gli studi superiori, dilettandosi a giocare a pallone. Ad un certo punto Mirarchi si innamora di Stefania, figlia di uno dei capi di un gruppo criminale della zona sud della città, con lei ha due figli e, prima che la relazione tra i due finisca, Mirarchi inizia a mettersi nei guai prima aggredendo un poliziotto libero dal servizio in un centro commerciale e poi facendosi arrestare con la moglie di ritorno da Reggio con in auto della cocaina.

IL CONTESTO AMBIENTALE E LA CONTAMINAZIONE CRIMINALE

Santo Mirarchi dunque non ha un’origine criminale per discendenza, ma si contamina ben presto frequentando quella periferia ormai intrisa da un lato degli atteggiamenti delinquenziali di chi vive nel disprezzo delle regole e dall’altro dalla paura di chi è costretto a convivere con il degrado sociale e la paura .

E’ maggio del 2009 quando Mirarchi aggredisce il poliziotto in un centro commerciale. Ed è sempre il 2009, agosto per l’esattezza, quando da Catanzaro scompaiono a distanza di pochi giorni due giovani, Giuseppe Fraietta e Luigi Grande, trovati cadaveri mesi dopo uno a San Floro e l’altro sul greto della Fiumarella.

IL LEGAME CON GIUSEPPE FRAIETTA, SCOMPARSO L’8 AGOSTO 2009 e LA MORTE DEL GIOVANE LUIGI GRANDE E LA DECISIONE DI COLLABORARE

Cosa lega Mirarchi a questi due giovani? Apparentemente solo il fatto che Giuseppe Fraietta fosse cognato di Mirarchi e che i tre si incontrassero abitualmente nei quartieri che frequentavano. Ma a rileggere le ordinanze e le informative anche di molti anni fa, a partire da quella che riguarda l’omicidio del boss Pilò avvenuto nel 2004 nel parcheggio di un centro commerciale, si capisce che il legame non è solo quello famigliare.

Giuseppe Fraietta infatti si era alleato con Massimiliano Falcone che, come emerge dalle carte dell’operazione Falcos partita nel 2004 e conclusasi nel 2009, voleva diventare il capo incontrastato del mercato della droga nella zona si Borgia e Roccelletta. Massimiliano Falcone fu ucciso nel 2006 proprio perché, dopo aver rifiutato di costituirsi come gli chiedevano gli altri componenti della cosca, aveva iniziato a mettersi in proprio, perpetrando anche richieste estortive ai danni di imprenditori della zona.

Braccio destro di Santo Mirarchi diventò proprio Domenico Falcone, fratello di Massimiliano.

Intanto, mentre gli investigatori cercano di mettere in connessione gli omicidi di Fraietta e Grande con la criminalità locale, Mirarchi assume il ruolo di leader del gruppo criminale dedito alle estorsioni e al traffico di droga, in virtù del fatto che riusciva a dialogar con tutti, dai suoi pari, a commercialisti e direttori di banca. In manette più volte, altrettante liberato, Mirarchi continua a far proliferare i suoi affari, fino all’operazione Fashion. Arrestato ancora una volta dai carabinieri, emerge dall’informativa delle forze dell’ordine, a disposizione di tutti i legali, che Mirarchi aveva inziato a fare delle confidenze permettendo così di fare luce su alcuni episodi delittuosi che avevano che avevano riguardato il quartiere marinaro. Emergendo il suo ruolo di confidente quello di capo viene messo in discussione e il 19 maggio del 2016 Mirarchi diventa collaboratore di giustizia.

 

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