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Incontri e confronti, tra progetti futuri ben dispiegati sulla scrivania ed un passato amaro che fatica ancora ad andare giù. Ha ripreso a battere e a darsi ritmo sull’incudine il martello di casa Catanzaro.

E sono stati già colpi vibranti quelli sferrati nella giornata di oggi nel primo summit tra dirigenza e proprietà in via Gioacchino da Fiore. Ordine del giorno secco e sintetico: fare il punto della situazione ed iniziare a tracciare la rotta per il prossimo campionato.

Un capitolo in parte già aperto a distanza dal presidente Noto e da Foresti – solo ieri il suo rientro in città – affrontato quest’oggi faccia a faccia in mattinata e nel anche alla presenza del diesse Cerri. Ripartire l’ovvia e comune parola d’ordine; il “come” l’incognita da svelare davvero con la ricetta del diggì al vaglio del patron.

Punto per punto: dalla carta bianca sul mercato per arrivare a quei cinque o sei elementi utili per completare e rafforzare davvero l’organico alla prospettiva di un rinnovo e di un adeguamento contrattuale. Valevole anche per il tecnico Calabro atteso per domani in sede per chiudere il giro dei confronti prima delle grandi decisioni.

Pochi dubbi sul prosieguo dell’avventura per il diggì che nei mesi alle spalle ha rivoluzionato e ricostruito per bene l’assetto societario ritessendo certosinamente anche il legame tra club, tifoseria e città; non ce ne dovrebbero essere nemmeno per l’allenatore – artefice lo scorso anno di un vero e proprio miracolo e gratificato ancora da un anno di accordo – che però avrebbe chiesto garanzie per alzare l’asticella e nel mentre si sarebbe visto piovere sul tavolo anche le proposte di Triestina e FeralpiSalò. Qualche dubbio in più sembrerebbe esserci per il diesse Cerri la cui permanenza potrebbe in fondo non essere scontata.

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