Il vaccino AstraZeneca al centro dell’attenzione in queste ore. Già oggi, giovedì, infatti il Comitato tecnico-scientifico (Cts) potrebbe fornire un nuovo parere sull’uso del preparato sui giovani. Intanto le Regioni continuano a muoversi in ordine sparso, tra chi mantiene gli open day e chi li cancella dopo i dubbi sollevati da sempre più esperti. Sollecitazioni che hanno spinto il Cts a valutare una nuova strategia, in particolare dopo la trombosi della ragazza 18enne di Genova.

A breve – ha spiegato il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri – si potrebbe giungere a una limitazione sotto i 30 o i 40 anni, “mentre una revisione non la farei sopra i 50 anni, perché il rapporto tra rischi e benefici è indubbiamente, anche con la circolazione attuale, a favore del beneficio”.

Ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus Sileri ha spiegato: “I dubbi nascono a maggior ragione oggi che la circolazione e l’incidenza settimanale del virus si sono abbassate drasticamente. È chiaro che se un vaccino ha dato il sospetto di qualche complicanza, soprattutto nei più giovani, la forchetta del rischio-beneficio per questi soggetti si riduce. E quindi è probabile che per i vaccini non a mRna ci possa essere una rivisitazione delle indicazioni sull’età, usando maggior cautela oggi che la circolazione del virus è molto più bassa. Secondo me sotto i 30 anni non dovrebbe essere usato, soprattutto alle donne sotto i 50 anni non lo consiglierei, ma sono Ema e Aifa che devono valutare questa eventuale restrizione. Io sono prenotato in farmacia e farò il J&J, ma io sono over 40 e non sono donna quindi posso stare abbastanza sicuro, ma se avessi un’amica di 30 anni le consiglierei un vaccino a mRna”.

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