SASSARI. I medici di famiglia si sentono sotto attacco, boicottati. Da mesi va avanti una durissima polemica con la Regione sulla campagna di vaccinazione. Uno scambio di accuse che ha visto protagonisti la Fimmg, il principale sindacato dei medici di medicina generale, e l’assessore alla Sanità, Mario Nieddu. Uno scontro che si arricchisce di una nuova puntata. La più dura. Il segretario provinciale della Fimmg di Sassari, Antonello Desole, ha – per la seconda volta – acquistato uno spazio sulla Nuova (nelle pagine successive) per ribadire la posizione dei medici di famiglia e anche le critiche alla Regione, ma non solo. «È evidente che, non solo in Sardegna, ma in tutta Italia, c’è un attacco ai medici di medicina generale – scrive Desole –. La campagna vaccinale è probabilmente solo un pretesto. Se prima si voleva forse cercare un capro espiatorio per gli scarsi risultati, e si pensava ingenuamente di trovarlo in noi, forse oggi che la Sardegna è tornata a essere bianca e l’Italia è seconda in Europa per numero di vaccini si metteranno alla ricerca dei fautori di tanto risultato».

Desole sostiene che, nonostante le tante parole spese in questi mesi, i medici di base siano stati volutamente tenuti fuori dalla campagna vaccinale. «Che non si sia mai voluto veramente che i medici di medicina generale fossero protagonisti lo si evince dalla mancata creazione di un deposito di prelievo vaccini dedicato, dalla creazione di un sistema di prenotazione farraginoso e poco fruibile, dalle continue disdette di dosi vaccino prenotate e dall’annullamento di sedute programmate ma soprattutto dall’impossibilità, per il cittadino, di scegliere il proprio medico per effettuare la vaccinazione, in hub come in studio, come al domicilio». La presa di posizione del segretario provinciale della Fimmg arriva dopo avere elencato tutti gli ostacoli che i medici di base hanno trovato fin da quando è iniziata la campagna.

«L’organizzazione, impegnativa e complessa, è stata gestita dall’assessorato alla Sanità e da Ats – dice Desole –. Immediatamente le organizzazioni sindacali della medicina generale hanno cercato di instaurare un rapporto di collaborazione per raggiungere un accordo che consentisse una reale collaborazione». L’accordo è stato firmato solo il 23 marzo ma sarebbe stato disatteso sotto ogni punto di vista. «La campagna di vaccinazione dei medici di base è stata boicottata in ogni modo – attacca ancora Desole –. Tutti i cittadini che hanno fatto accesso al portale della Regione per la prenotazione del vaccino hanno potuto vedere che, digitati i propri dati si può scegliere di essere vaccinati negli hub, dal centro di Igiene pubblica, da qualunque altro possibile addetto, ma non dal proprio medico. È un detto comune che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Viene da pensare che chi ha programmato temeva che la maggior parte delle richieste sarebbero state per il proprio medico». «Stiano attenti i cittadini – è la conclusione – perché spesso questi comportamenti preludono a tentativi di privatizzazione del sistema sanitario nazionale che, al contrario, è una risorsa da difendere con ogni mezzo».
 

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