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Il momento è vicino, oramai siamo a pochi mesi da un importante crocevia per il futuro della nostra comunità, ovvero le elezioni amministrative che si terranno tra il 15 settembre e il 15 ottobre 2021.

A partire dallo scorso mese di novembre con un gruppo di amici ho contribuito dar vita al movimento civico “CostruiAMO l’Alternativa”, nato col fine di incentivare la nascita di un nuovo progetto per le prossime elezioni amministrative.

Un progetto nato con lo sguardo volto al futuro e con i piedi ben saldi sulle solide fondamenta delle nostre radici storiche e culturali.

Un “progetto” politico inclusivo, innovativo e di rinnovamento, all’altezza delle sfide del futuro.

Un progetto alternativo all’attuale “modus operandi”, svuotato di idee, autoreferenziale e avvitato/proiettato solo ed esclusivamente su se stesso.

Un progetto nato per provare a ripristinare un legame con la nostra terra, con la nostra gente e – che armato di coraggio – abbia l’ambizione e la capacità di riscrivere la storia, la nostra storia.

Siamo partiti con la consapevolezza di iniziare un cammino difficile, a tratti ostile e foriero di infinite “imboscate” e – ahinoi- in questi mesi puntualmente così è stato

Siamo partiti con la consapevolezza che ormai l’era degli uomini soli al comando fosse oramai arrivata al capolinea. Dal nostro punto di vista, non esistono e giammai esisteranno messia e uomini del miracolo, si potrà restituire speranza a noi stessi, prima ancora che agli altri, solo se si avrà la capacità di assemblare un “esercito” di volenterosi, pronti a mettersi in discussione e a disposizione della collettività tutta.

La nostra comunità vive oramai bloccata e sospesa su un sistema politico che, fatta salva qualche alternanza tra le parti e/o qualche rimescolamento/scollamento tra le parti, “amministra la comunità” da circa 30 anni.

A livello globale in 30 anni tutto è cambiato: è caduto il Muro di Berlino e l’URSS si è dissolta, la Cina si è imposta come superpotenza globale, siamo entrati nell’epoca della transizione digitale, dell’Industria 4.0, dell’ecoturismo, della produzione agro-alimentare a chilometri zero, delle fonti energetiche alternatine, etc, etc.

Anche l’Italia è stata stravolta da grossi cambiamenti, è finita la Prima Repubblica e di tutti i partiti che ne facevano parte. La Lira è stata sostituita dall’Euro, la Seconda Repubblica si è avviata mestamente al tracollo, etc, etc.

Insomma grossi stravolgimenti, a cui si è aggiunta anche la pandemia in corso, e a Calabritto e a Quaglietta? Niente, nonostante uno sterminio demografico, che ha portato la popolazione da dai 3004 abitanti del 1981 contro ai 2297 abitanti: TUTTO COME PRIMA.

Qui non si tratta di porgersi al di sopra delle parti come qualcuno maldestramente va dicendo in giro, qui si tratta di scrivere una nuova storia, che includa quanto più è possibile e superi le vecchie divisioni oramai obsolete, ultra-datate e ciò che resta dei vecchi gruppi.

Non si tratta di farsi da parte, bensì di farsi di lato aiutando e sorreggendo un processo di rinnovamento, che per forza di cosa dovrà esserci. Ognuno continui pure a rivendicare a difendere la propria storia, ma questo progetto dovrà per forza di cose lavorare a costruire un’altra storia, una nuova storia.

Non si tratta e si tratterà di uno scontro generazionale poiché il rinnovamento non lo si fa solo e soltanto con la carta d’identità alla mano, oppure di una diatriba tra nuovo e novizio.

Non si tratta e si tratterà di unirsi contro un avversario, perché un progetto per poter essere autorevole e serio deve essere finalizzato “a” e non “contro”, ma di unirsi per creare un progetto COSTRUTTIVO, finalizzato a PROGETTARE, piuttosto che a demolire.

Un progetto di rinnovamento che per forza di cose non potrà prescindere dalla testa, dal cuore e dalle gambe di quanti, uomini e donne, vorranno far parte di questo processo costituente.

Un Processo di cambiamento che ponga le basi per un progetto volto al futuro

Uniti, attivi e proattivi nella creazione di un PROGETTO che parli di rilancio del territorio, passando dalla magia del Borgo Medioevale, alla Maestosità delle nostre montagne e alla suggestione delle nostre cascate;  che parli di turismo e di strutture ricettive, ovvero di di Albergo Diffuso (Borgo Medioevale) e Paese Albergo (messa in rete per finalità turistiche delle case attualmente sfitte); che parli di sinergie e di coinvolgimento di tutti gli esercenti, ristoratori e non, di tutte le associazioni, della Chiesa, della Scuola, della popolazione nelle scelte strategiche e in tavoli tematici, atti a creare itinerari turistici, eventi promozionali (mercati della terra e del sapore) e un cartellone di eventi, anche e soprattutto extra-comunali, di rilievo regionale e nazionale; che parli con le Amministrazioni  e con i territori limitrofi; che cerchi  di creare occasioni di lavoro vere, attraendo investitori, incentivando l’autoimpiego anche attraverso le leve dalla finanza agevolata (Bandi Invitalia “Nuove Imprese a tasso Zero”, Resto al SUD, Smart & Start), della fiscalità locale e mettendo a sistema e rendendo fruibili le oramai in abbandono della Bralia, di San Mauro e di Quaglietta, degli immobili comunali in disuso e che guardi con particolare interesse strategico alle uscite della Fondo Valle Sele di Quaglietta e di Calabritto e un domandi (forse) alla rete ferroviaria Eboli-Calitri; che si adoperi che preservare l’ambiente, la salvaguardia del territorio, il decoro urbano e che ponga fine al degrado e allo stato di abbandono che domina in ogni dove sia a Quaglietta e che a Calabritto, magari adoperandosi per con la costituzione di una Municipalizzata che gestisca direttamente la manutenzione delle aree pubbliche (verdi e non) della rete idrica, della rete fognaria e della raccolta della spazzatura e che crei LAVORO VERO E DURATURO; che si adoperi per rilanciare il ruolo della scuola di ogni ordine e grado, anche con l’istituzione di un asilo nido comunale (i numeri per costituirlo ci sono), col il rilancio dell’Istituto tecnico Agrario, con la fondazione di una scuola dei mestieri e l’attrazione (perché no presso i locali del Borgo) di master di formazione post-universitaria sui temi dell’ambiente, dell’agricoltura e del turismo; un progetto che crei iniziative tese a creare interconnessione tra con Scuola e Società, soprattutto con la popolazione anziana, che rappresenta la memoria nostra storica e delle nostre tradizioni; un progetto che guardi alle politiche sociali, completamente latitanti da anni, perché di solitudine ci si ammala e di solitudine si muore. Bisognerà adoperarsi affinché anche gli “ultimi”, gli esclusi dalla società, possano avere la possibilità di sentirsi parte integrante della comunità; un progetto che crei luoghi di aggregazione, di condivisione culturale e ricreativa; che crei “luoghi della memoria” (Museo Civico ed Etnografico) anche attraverso l’utilizzo delle tecnologie moderne (realtà immersiva e/o aumentata, etc); che rilanci lo sport di squadra e individuale, perché lo sport è vita e la cultura sportiva è aggregazione  e che – finalmente – restituisca dignità al Campo sportivo, che versa in uno stato di PLURIENNALE degrado e VERGOGNOSO abbandono; che parli a e con i giovani e ne recepisca le istanze e li renda protagonisti del proprio futuro; un progetto teso ad implementare un  cronoprogramma serio e costantemente monitorato, che tenga ben impressi obiettivi e fonti di finanziamento: l’epoca dell’improvvisazione,  del poi si vede, dell’arrangiamento dovrà essere definitivamente archiviata; insomma un progetto che parli di tutto e tanto e di tanto ancora.

Un progetto che per forza di cose dovrà guardare oltre ai confini sovracomunali, per essere chiari non a quelli dei notabili di qualsivoglia partito, bensì alle popolazioni e alle classi dirigenti dell’Alta Irpinia e dell’Altra Valle del Sele, ovvero ai quei territori di confine da sempre bistrattati ed emarginati in nome di taluni interessi.

L’orizzonte da perseguire è la conquista del futuro e la battaglia sarà vinta solo se si ritornerà ad essere “un’unica grande comunità”, dal Borgo all’Altillo, unita da senso di appartenenza e da condivisione dei valori.

Personalmente non ho alcuna velleità, non mi sento e non mi sono mai sentito dal Signore al contrario di tanti altri. Per scelte meramente personali ho deciso di non fare politica attiva da circa 14 anni e non ritornerò sui miei passi. Personalmente spenderò ogni goccia di energia affinché si provi a costruire un’Alternativa di Popolo, di Progettualità e di Partecipazione.

Lo farò con forza, entusiasmo e convinzione, come parte tra le parti, conscio che non esistono messia, Dei scesi sulla Terra e/o salvatori della Patria, bensì uomini perbene, che con caparbietà, sfrontatezza, rabbia, capacità sono pronti a mettersi in discussione pur di ridare speranza e colore al futuro loro e dei propri cari.

 

Per CostruiAMO l’Alternativa

Carmine Calvanese

L’articolo Presentazione alla stampa del nuovo progetto politico “CostruiAMO l’alternativa” a Calabritto proviene da irpiniatimes.

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