Riprendono quota le esportazioni bergamasche rispetto al primo trimestre 2020, anche se il confronto con il periodo pre crisi evidenzia ancora un segno negativo.

Il valore delle esportazioni – spiega la Camera di Commercio di Bergamo – nel trimestre totalizza 3.981 milioni di euro (+6,8% su base annua, contro variazioni del 3,5% in Lombardia e del 4,6% in Italia). Le importazioni sono state pari a 2.582 milioni (+12,1% tendenziale, contro +7,8% in Lombardia e +5,8% in Italia).

Il saldo trimestrale della bilancia commerciale di Bergamo è positivo per 1.399 milioni, inferiore al saldo del trimestre corrispondente dell’anno scorso (1.425 milioni).

Le esportazioni bergamasche del primo trimestre 2021 hanno registrato una flessione congiunturale nei valori grezzi, come è solito succedere rispetto al quarto trimestre dell’anno. Per il Nord Ovest Istat stima comunque una variazione congiunturale positiva del 2,5% sui valori destagionalizzati.

Per quanto riguarda le prestazioni dei settori trainanti dell’export provinciale, la situazione è la seguente: macchinari (992 milioni, 13,5%), prodotti chimici (587 milioni, +0,1%), metalli di base (491 milioni, -3,7%), mezzi di trasporto (414 milioni, +29,6%), articoli in gomma (400 milioni, +8,3%), apparecchi elettrici (262 milioni, +10,2%), tessile e abbigliamento (228 milioni, +1,5%) e alimentari (215 milioni, -0,5%).

Per un confronto con la situazione pre crisi la tabella “Export Bergamo per categoria merceologica” riporta anche i valori del primo trimestre 2019 con la relativa variazione percentuale. Tra le categorie più importanti per valore, le variazioni positive riguardano i macchinari (+3,6%), prodotti chimici (+1,2%), mezzi di trasporto (+15,3%) e articoli in gomma (+1,7%). Negativa, invece, la variazione per i metalli di base (-15,1%), apparecchi elettrici (-7,4%) e tessile e abbigliamento (8,2%).

Nel trimestre in esame, per area geografica di destinazione, positivo il tasso di variazione tendenziale verso l’area UE 27 post Brexit (11,0%) e verso l’Eurozona (10,8%). I mercati extra UE sono in crescita (0,6%), effetto di variazioni di segno opposto tra aree in crescita (Paesi europei extra UE, America centro meridionale, Asia orientale, Oceania) e altre in diminuzione (Africa settentrionale e altri paesi africani, America settentrionale, Medio Oriente e Asia centrale).

Il confronto degli aggregati di maggiore peso con la situazione pre crisi mostra una crescita per l’Unione europea (+3,1%), mentre l’area Extra UE riporta una diminuzione (-7,9%). Segnano variazioni negative nel confronto con il corrispondente trimestre del 2020 solo le esportazioni verso Stati Uniti (-16,1%) e Regno Unito (-1,7%). I restanti paesi hanno tutti variazioni positive: Germania (12,1%), Francia (9,5%), Spagna (7,0%), Polonia (13,2%), Cina (39,9%), Paesi Bassi (7,2%), Svizzera (2,1%), e Austria (16,5%). Anche la tabella “Export Bergamo – I primi 10 paesi” presenta i dati del primo trimestre 2019 per un confronto con la situazione precedente lo
scoppio della pandemia.

“Non ci sorprende che le esportazioni bergamasche siano in consistente variazione positiva rispetto al primo trimestre dell’anno scorso, data la situazione di blocco che con il mese di marzo 2020 iniziava a interrompere le catene di fornitura internazionali – commenta il presidente della Camera di Commercio di Bergamo Carlo Mazzoleni -. Il confronto con la situazione precedente la crisi ci segnala una variazione ancora moderatamente negativa”.

I grafici

 

CcBg1
<br clear=all>

 

CcBg2
<br clear=all>

 

CcBg3
<br clear=all>

 

CcBg4
<br clear=all>

 

CcBg5
<br clear=all>

 

CcBg6
<br clear=all>

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Source

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may also like