Antonio calabro

Dalle parole ai fatti, dai confronti all’azione. Iniziano ad arrivare i primi verdetti dai giri di consultazione varati ieri in casa Catanzaro e proseguiti anche quest’oggi con summit fiume negli uffici di via Gioachino da Fiore. Primi punti fermi fissati sul copione per il futuro delle aquile: movimenti di pedine sulla scacchiera che da qui a poco porteranno a molto altro.

CERRI OUT – Un addio la prima mossa: l’uscita di scena del diesse Cerri, la cui rescissione – discussa ed abbozzata nel vertice di ieri – ha trovato oggi vidimazione ufficiale. Era nell’aria e nelle stanze dei bottoni del clan giallorosso ci si era in fondo già preparati da settimane. Tanto che la caccia al sostituto sarebbe già approdata ad una fase di scrematura importante delle candidature con nomi forti alternati ad opzioni “insospettabili”.

CALABRO STAND-BY – Inutile negare però che l’attesa vera della giornata odierna fosse tutta rivolta al vertice tra mister e proprietà. Vertice che c’è stato ed è durato pure a lungo – di fatto fino al tardo pomeriggio – non portando ad una vera e propria fumata bianca definitiva che però potrebbe arrivare già domani. In breve: società disposta ad assecondare Calabro nelle sue esigenze di mercato ed animata dalla stessa ambizione nutrita dal tecnico per la stagione a venire; l’unico nodo da sciogliere riguarderebbe la base contrattuale e su ciò si ragionerà con calma nelle prossime ore ponendo il weekend come deadline. Sull’allenatore di Melendugno resta vivo l’interesse di Triestina e FeralpiSalò. Ma il progetto Catanzaro avrebbe certo un altro sapore.

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