MOGORELLA. La Procura di Oristano ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio per la scomparsa di Marina Castangia, 60 anni, parrucchiera originaria di Cabras ma residente a Mogorella, sparita nel nulla i primi di maggio. Sul registro degli indagati, come atto dovuto per consentire una serie di accertamenti, è stato iscritto il nome del compagno, Antonio Demelas.

A Mogorella dalle 9.30 i carabinieri hanno bloccato accesso o uscita da alcune vie del piccolo paese del Grighine perché è qui che cercano indizi che possano svelare il mistero della scomparsa di Marina Castangia. Della sessantenne di Cabras, che viveva proprio a Mogorella, non si hanno più notizie dai primi giorni di marzo, anche se il compagno Antonino Demelas dice di averla vista l’8 maggio, giorno in cui avrebbe fatto rientro nella casa di Mogorella dopo due mesi per prendere qualche vestito e andare a Olbia assieme a qualche amica.

Questo è il racconto fatto dal compagno, ma evidentemente qualcosa non convince gli inquirenti. È proprio sulla casa di Antonino Demelas che si sono concentrate le ricerche dei carabinieri, con i militari del Ris, coordinati dal sostituto procuratore Armando Mammone sotto la supervisione del procuratore della Repubblica, Ezio Domenico Basso. Evidentemente gli inquirenti sospettano che lì possano trovarsi degli elementi utili a svelare il mistero.  Mentre è in atto perquisizione, che andrà avanti per qualche ora, intanto gli accessi o le uscite da alcune vie del paese, poco più di 400 anime, sono controllati dai militari.

 A dare l’allarme per la scomparsa di Marina Castangia erano stati i figli all’inizio di maggio. Non vivono in Sardegna ed erano abituati a lunghe assenze della madre, che spesso spariva per qualche settimana salvo poi ricomparire. Stavolta però in tanti pensano che qualcosa sia andato in maniera diversa. Evidentemente gli inquirenti non credono più a una scomparsa per cause accidentali o per scelta, tanto è vero che non hanno mai avviato ricerche con squadre speciali, come avviene in casi del genere. E ora l’intervento dei carabinieri su mandato della procura non fa che confermare questa ipotesi. (Enrico Carta)

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