CAGLIARI. Si accende la polemica in Consiglio regionale dopo l’impugnazione da parte del Governo della legge n.7 2021 di riforma degli Enti locali, che ha portato le province a 6 e a 2 le Città metropolitane isolane. L’assessore Quirico Sanna parla di autonomia della Sardegna messa sotto attacco, gli risponde dai banchi dell’opposizione Massimo Zedda, che accusa la maggioranza e il governo regionale di essere incapace a legiferare.

«L’Autonomia della Sardegna subisce l’ennesimo e vergognoso attacco _ dice l’assessore regionale degli Enti locali, Quirico Sanna -. Parlano di referendum ma – si domanda Sanna – per esempio la Provincia di Oristano è stata istituita con referendum? E come mai, a legislazione invariata, la legge del 2016 che ha istituito la Città metropolitana di Cagliari non è stata impugnata? Forse dipende dal colore politico che amministra la Regione?».

Anche per il consigliere di maggioranza, e forte sostenitore dell’istituzione della Città Metropolitana di Sassari, Antonello Peru (Cambiamo-Udc), «la decisione del Governo è stata esclusivamente politica, di tecnico c’è solo l’ennesimo attacco alla nostra Regione: noi abbiamo seguito la linea del confronto con lo Stato, rispondendo puntualmente e con motivazioni forti ai rilievi tecnici formulati dal Dipartimento per le riforme Istituzionali. Ma è evidente che sarebbe servita più che altro maggiore decisione e maggiore coraggio nel difendere politicamente una Riforma così importante».

Il capogruppo della Lega Dario Giagoni si porta avanti: «Se la legge prevede un referendum preventivo allora facciamolo, la Gallura non si tirerà indietro e nemmeno le popolazioni degli altri territori».

Durissima la replica di Massimo Zedda, consigliere dei Progressisti che a differenza di altri colleghi della minoranza si è sempre opposto al disegno bocciato dal Governo. «La riforma degli enti locali è la dodicesima legge impugnata in questa legislatura: un vero record. Questo dimostra la totale inadeguatezza e incapacità di legiferare da parte della maggioranza che sostiene Christian Solinas – attacca – soprattutto da quando il presidente della Regione, colpevolmente, ha sottratto all’Avvocatura l’analisi tecnico-normativa funzionale alla predisposizione delle leggi, spostandola in capo alla Presidenza».

Da quel giorno, denuncia l’ex sindaco di Cagliari, «non c’è più una legge che rispetti la Costituzione e le norme di questo Paese. La conseguenza è che noi abbiamo sprecato un anno e mezzo di legislatura con leggi inutili e incostituzionali» (ANSA).

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