Vaxzevria astrazeneca

Dovrebbe arrivare entro oggi la decisione del ministro della Salute Roberta Speranza per quanto riguarda la somministrazione di AstraZeneca. Il parere del Comitato Tecnico Scientifico – arrivato pochi minuti fa – sarà, in tal senso, considerato vincolante. L’orientamento è quello di riservare i due vaccini a vettore virale alla popolazione con più di 60 anni in considerazione dei rischi associati a trombosi osservati finora, seppure in percentuali minime, e che hanno riguardato soggetti più giovani.

La morte di Camilla Canepa, 18 anni, che aveva fatto Astrazeneca nell’ambito di un Vax Day in Liguria lo scorso 25 maggio, ha accelerato la decisione e indotto gli esperti a un ripensamento della somministrazione di vaccini adenovirus ai giovani. Si sta accertando in queste ore che la giovanissima aveva una malattia del sangue autoimmune, inspiegabilmente non presa in carico dai medici che l’hanno sottoposta al vaccino, e quindi un elevatissimo fattore di rischio di base. Ma le nuove decisioni faranno valere un principio di cautela che oggi trovano un contesto più idoneo, vista la maggiore disponibilità di vaccini rispetto alla fase iniziale della campagna che in qualche modo consente di poter “selezionare” il farmaco sulla base dell’età.

Intanto in giornata stanno andando avanti, come da programmazione, i richiami Astrazeneca al PalaUnimol di Campobasso, il principale centro vaccini del Molise capace di soddisfare da solo oltre il 34% del totale somministrazioni giornaliere. Pochissime le rinunce da parte del personale scolastico e parascolastico registrate. “Tutt’al più chi non vuole fare la seconda dose per paura – dicono dalla struttura – non si presenta proprio, ma parliamo di una percentuale davvero esigua”.

Oggi 11 giugno sono in programma 532 richiami Astrazeneca al personale docente, più altri 56 richiami dello stesso vaccino al personale Unimol. Insegnanti, bidelli e applicati hanno vissuto il momento con una certa apprensione, peraltro legittima in una giornata segnata ancora pesantemente dall’incertezza, prima della ufficialità delle decisioni adottate a livello ministeriale. In mattinata a Campobasso sono rimbalzate in maniera caotica le notizie arrivate da altre regioni, come l’Umbria e la Valle d’Aosta, dove c’è stato un stop cautelativo alle seconde dosi programmate del vaccino Vaxzevria (o Astrazeneca) che hanno condizionato, in termini di stato d’animo, le tante persone in attesa.

Ma per quasi tutti alla fine ha prevalso la decisione di vaccinarsi e concludere il ciclo, complice anche la rassicurazione fornita dai medici preposti alle anamnesi (interviste con i pazienti prima della iniezione) che hanno ribadito il parere dei numerosi esperti, tra cui il direttore delle malattie infettive del Sacco di Milano Massimo Galli, circa l’assenza di rischi di una seconda dose su soggetti, anche giovani, che non hanno avuto complicanze dopo la prima dose.

“In ogni caso – precisano dalla Regione Molise – le forniture Astrazeneca sono molto limitate e in fase di esaurimento, quindi il problema si pone in maniera relativa per il nostro territorio”. Per quanto riguarda il mondo scolastico, deve concludere il ciclo vaccinale solo un 20% del totale. E l’arrivo di un ingente quantitativo di Pfizer due giorni fa, superiore a 14mila dosi, consente di ridisegnare la strategia vaccinale riservando, eventualmente, una parte di questo vaccino per le seconde dose a chi ha fatto Astrazeneca in prima battuta e ha meno di 60 anni.

I due giorni di vaccinazioni straordinaria in programma sabato (domani) e domenica aggirano del tutto il problema perché prevedono la somministrazione del Pfizer, vaccino a mRna messaggero. Entro la giornata di oggi arriveranno sui telefonini di quanti si sono prenotati nelle scorse settimane per fascia d’età e in attesa di chiamata, l’sms con data, luogo e orario della vaccinazione. 4800 le dosi da somministrare.

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