Generico giugno 2021

Un piccolo laboratorio di solidarietà sociale. Così il direttore sanitario dell’ospedale “Ciaccio-De Lellis” Francesco Talarico ha definito l’esperienza di collaborazione con associazioni di volontariato e club service per la realizzazione del centro vaccinale attivato nel presidio.

“Fin dalla prima fase della campagna vaccinale ci siamo messi in gioco come ospedale pur non facendo parte, le vaccinazioni, della mission ospedaliera”, ha spiegato Talarico incontrando i rappresentanti delle associazioni e dei club services, insieme alla coordinatrice infermieristica del centro Luciana Rocca e al medico Alessio Bulotta.

“Abbiamo creato praticamente dal nulla il primo centro vaccinale – ha spiegato Talarico –  affrontando grandi difficoltà nella fase iniziale. Ci siamo concentrati in particolare sul settore dei soggetti cosiddetti estremamente vulnerabili e delle persone fragili, in particolare i pazienti oncologici. Abbiamo vaccinato più di 1400 pazienti oncologici, e ad oggi abbiamo quasi raggiunto le 30 mila dosi somministrate grazie al contributo delle associazioni di volontariato che sono state al nostro fianco”. Una collaborazione avviata inizialmente con il club Rotary “Catanzaro Tre Colli”, quindi anche con il Rotary Club Catanzaro. Nella mission del club service c’è infatti il sostegno alla popolazione, ed è storico l’impegno messo in campo in tutto il mondo nella lotta contro la poliomielite iniziata nel 1979. “Il Rotary ha decenni di esperienza nel sostenere la distribuzione dei vaccini contro la polio.

Oggi, nell’era segnata dal coronavirus, il Rotary è tornato ad offrire la propria disponibilità con il pionieristico progetto End Covid Now – ha spiegato il presidente del Rotary Club Catanzaro Pasquale Placida –  un’iniziativa a sostegno della campagna di vaccinazione di massa in Calabria contro il coronavirus attraverso la creazione di una “task force” di medici, amministrativi ed amici del Rotary e del Rotaract.  Una chiamata cui hanno prontamente risposto, e continuano a rispondere, soci volontari – medici ed amministrativi – che non sono impegnati nelle strutture del Servizio sanitario nazionale, disposti a collaborare nello svolgimento di mansioni mediche ed amministrative o in quelle che il servizio sanitario richiederà. I Rotary club di tutto il mondo si stanno mobilitando nelle loro comunità per sostenere l’introduzione e la distribuzione dei vaccini covid-19. I dirigenti del Rotary stanno esortando i soci a mettersi in contatto con le loro aziende sanitarie locali per determinare come il Rotary può sostenere gli sforzi per il vaccino anti covid-19”.

I Rotary Club di Catanzaro sono stati i club pionieri in questa campagna vaccinale del Rotary, sottoscrivendo per primi, il 9 marzo, la convenzione con il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” Francesco Procopio .

“E’ ormai da tre mesi che il nostro club è impegnato ogni giorno – ha spiegato il presidente del Rotary club “Catanzaro Tre Colli” Luca Provenzano. “Ad oggi – ha aggiunto – abbiamo messo a disposizione 800 ore di volontariato, con cui abbiamo contribuito a vaccinare oltre 15.500 persone. Un’opera di volontariato straordinaria. Ringrazio il management del Pugliese-Ciaccio, il nostro Pdg Ciccio Socievole che ha creato l’elenco dei volontari  della campana End Covid Now, e i volontari che hanno speso le loro giornate per questo importante obiettivo”.

Importante il contributo fornito al centro vaccinale dall’associazione degli informatori scientifici del farmaco, che ha voluto contribuire alla campagna vaccinale con l’obiettivo di “restituire” alla comunità la decisione dell’amministrazione regionale di indicare la categoria professionale tra quelle da vaccinare prioritariamente insieme al personale sanitario. “E’ stata una esperienza di grande solidarietà – ha spiegato la vice presidente della sezione di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia dell’associazione, Elisabetta Treccozzi. “Dopo essere stati vaccinati – ha spiegato – ci siamo voluti rendere utili alla Calabria che, soprattutto nella prima fase della campagna vaccinale, ha affrontato diverse problematiche.  Siamo scesi in campo appena la medicina territoriale ha avuto la possibilità di vaccinare. Siamo partiti aiutando la medicina di base, poi è nato l’accordo con l’ospedale. Ringrazio tutti i colleghi che hanno partecipato a questa iniziativa diretta ad aiutare il prossimo”, ha concluso Treccozzi, affiancata dai colleghi Ferdinando Maletta e Rosa Saraco.

Anche l’associazione “Le impronte del cuore”, impossibilitata a causa del covid a proseguire la propria attività nelle corsie, si è valuta rendere utile supportando l’attività del centro vaccinale.  “Dopo essere stati vaccinati abbiamo sentito come un dovere civico quello di dare una mano – ha spiegato la presidente dell’associazione Palma Labella – ed è stata una esperienza importante e formativa, soprattutto per il contatto con la gente, per il sostegno a chi aveva timore a ricevere il vaccino. Un’esperienza che ci ha insegnato a porci ancora di più e meglio in relazione con l’altro”.

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