Riportiamo i dati ufficiali del Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità. Il report settimanale n.57 con aggiornamento al 16 giugno 2021 riferito al periodo: 7/6/2021-13/6/2021 dice: “L’incidenza, sia sull’intero territorio nazionale che in tutte le Regioni/province autonome, continua a diminuire ed è sotto il 50 per 100.000 abitanti ogni 7 giorni. La pressione sui servizi ospedalieri si conferma al di sotto della soglia critica in tutte le Regioni/province autonome la stima dell’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stabilmente al di sotto della soglia epidemica. (…)“. Secondo l’analisi dei dati relativi al periodo 7– 13 giugno 2021 “Nessuna Regione/provincia autonoma supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è 6%, sotto la soglia critica, con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 688 (08/06/2021) a 504 (15/06/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente (6%). Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 4.685 (08/06/2021) a 3.333 (15/06/2021)”.

Un quadro, insomma, sostanzialmente positivo e rassicurante, che a fronte di una possente campagna vaccinale con oltre 46 milioni di somministrazioni, ha fatto scendere a 504 le persone ricoverate in terapia intensiva e 3.333 gli ospedalizzati.

Ma com’era la situazione ospedaliera un anno fa, quando ancora doveva decollare la massiccia campagna vaccinale?

Se osserviamo la tabella del Ministero della Salute del 21 giugno 2020, scopriamo che la situazione di giugno 2020 era ancora meno grave di oggi. Infatti c’erano 148 ricoverati in terapia intensiva, e 2.314 ricoverati con sintomi meno gravi in altre aree mediche.
Un po’ sorprende il dato dello scorso anno, quando doveva ancora iniziare la campagna vaccinale (in Italia, la distribuzione del vaccino è iniziata il 31 dicembre 2020), e la situazione ricoveri negli ospedali era più leggera di quella di oggi. Ci saremmo aspettati una situazione migliore a un anno dalla pandemia con restrizioni e vaccini. Nemmeno il dato sulle morti per covid, a distanza di un anno, fa registrare variazioni di rilievo.

L’estate, per ora, ha fermato il virus. La prova del fuoco, nella lotta vaccino-varianti covid ci attende a settembre-ottobre, come è successo lo scorso anno.

(rdn)

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L’articolo Covid, l’estate ferma il virus. Calano i ricoveri e le terapie intensive. I dati di un anno fa erano ancora più favorevoli proviene da Bellunopress – Dolomiti.

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