Roberto Gravina sindaco Campobasso

Gravina fa chiarezza sulla questione del Sagittario Cafè di Campobasso e la movida rumorosa che ha indotto i residenti a firmare un esposto alle autorità competenti. Ma replica – e lo fa a stretto giro – anche alle rimostranze della consigliera comunale della Lega, Maria Domenica D’Alessandro, che aveva chiesto un intervento del primo cittadino proprio in merito all’attività del  locale.

E esordisce subito sottolineando che se “si conoscessero meglio le competenze e le azioni che ogni organo istituzionale è chiamato a compiere a seconda dei settori di competenza – e lo dice senza polemica – si eviterebbero affermazioni che sembrano tendere più a imbastire polemiche politiche da costante campagna elettorale che a essere realmente utili alla comunità.”

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Gravina quindi puntualizza che l’ordinanza sindacale che è stata emessa circa un mese fa e che la stessa “nasce ed è accompagnata da un lavoro inter istituzionale fortemente voluto dall’Amministrazione comunale e sviluppatosi per tempo con il sostegno della Prefettura, della Questura e di tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio, così come del resto avviene, giova sempre ricordarlo visto il tenore dell’intervento, per il coordinamento delle attività di controllo”.

Il senso dell’ordinanza poi parzialmente ripresa anche da altri comuni come per esempio Termoli e Isernia “è stato colto per fortuna da chi è oggettivamente interessato a discutere senza slogan di parte sul tema, ed è quello di prevedere che dopo una certa ora il centro città con le sue attività e i suoi residenti, possa giustamente riposare, dando comunque la possibilità a tutti di continuare a ritrovarsi, oltre quell’orario, in altre zone dove non vi è il rischio di disturbare cittadini residenti. Insomma, – ha concluso Gravina – confondere competenze, ruoli, azioni da compiere e azioni già compiute, buttando tutto in un calderone, rischia di generare una confusione che chi ricopre cariche amministrative, dovrebbe evitare e, soprattutto, non dovrebbe cavalcare, semmai, invece, dovrebbe contribuire a chiarire al di là delle convenienze politiche del momento.”

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