Fondazione UBI Banca Popolare di Bergamo e Fondazione della Comunità Bergamasca stanziano rispettivamente 70 e 50 mila euro per “Wide-Spread Lab II: laboratori diffusi per le competenze trasversali”, un progetto di Opera Diocesana Patronato San Vincenzo e Associazione Formazione Professionale del Patronato San Vincenzo.

L’iniziativa dà continuità ad un progetto di Patronato San Vincenzo proposto ai giovani nell’estate 2020, “Wide-Spread Lab I: laboratori diffusi per ripartire insieme”. In quell’occasione, nei mesi estivi di luglio e agosto, 152 allievi iscritti alle classi seconde delle sedi di Bergamo, Clusone ed Endine dell’Associazione di Formazione Professionale (AFP) del Patronato hanno svolto oltre 60 ore di attività laboratoriale in azienda. Una grande occasione sia per le ragazze e i ragazzi che, nel tempo della pandemia scandito anche dalla didattica a distanza hanno potuto mettersi alla prova in un contesto diverso da quello teorico e casalingo, che per le imprese coinvolte (123), che hanno potuto beneficiare di un riconoscimento economico del ruolo formativo svolto.

Ora, un anno dopo, il progetto si sviluppa e cresce. “Wide-Spread Lab II: laboratori diffusi per le competenze trasversali” mira a sviluppare un’alleanza territoriale con le aziende per lo sviluppo delle soft skills, riconosciute sempre più frequentemente come essenziali dai datori di lavoro. Empatia, leadership, adattabilità, orientamento all’obiettivo sono alcune delle competenze su cui investire per poter garantire un inserimento lavorativo efficace e positivo.

La proposta per il 2021 di Patronato San Vincenzo – finanziata con un ulteriore investimento diretto di 30 mila euro – si muove su due binari distinti e per differenti beneficiari. Il primo interessa circa 180 allievi iscritti alle classi seconde delle superiori nell’anno scolastico 2020/2021; saranno coinvolte circa 140 aziende e ogni azienda offrirà almeno 60 ore di tirocinio presso la propria attività produttiva.

Per 50 allievi che nell’anno formativo 2020/2021 sono iscritti alle classi prime delle superiori o per i giovani a rischio di abbandono scolastico, con un livello di autonomia che non consentirebbe loro di beneficiare appieno di un’esperienza in un contesto aziendale, il progetto offre invece percorsi di potenziamento delle competenze presso i laboratori tecnico-professionali di AFP Patronato San Vincenzo e le botteghe artigiane della Cooperativa PSV e del Centro Meta del Patronato San Vincenzo. Anche in questo caso, a ciascun giovane sono proposte almeno 60 ore di ingaggio laboratoriale.

Tutti i giovani coinvolti stanno vivendo una rilevante condizione di disagio adolescenziale e provengono da contesti familiari complessi, le cui fragilità sono state accentuate dalla pandemia e dalle sue implicazioni.

Commenta Armando Santus, presidente della Fondazione UBI Banca Popolare: “Quello che abbiamo costruito negli anni con il Patronato San Vincenzo è un felice connubio, ma soprattutto è l’espressione di un’identità di visione. La promozione della formazione e dell’orientamento degli studenti, oltre a quella dell’avviamento professionale, è nella mission della Fondazione della Banca Popolare di Bergamo, come del resto l’attenzione ai più fragili, in linea con gli orientamenti di Intesa Sanpaolo volti alla riduzione delle disuguaglianze e al contrasto alla disoccupazione giovanile. Sostenere ‘Wide-Spread Lab II’ è il nostro modo per partecipare all’encomiabile opera del Patronato San Vincenzo, che ha raccolto nei decenni l’eredità di don Bepo Vavassori, sostenendo il percorso scolastico di giovani che avevano ed hanno bisogno di essere supportati nella realizzazione del proprio talento. Ringraziamo Patronato San Vincenzo e i nostri ‘compagni di viaggio’ di Fondazione della Comunità Bergamasca, con cui vogliamo sviluppare una collaborazione stabile, duratura e proficua per la crescita della collettività. Sappiamo che questa nuova sfida avvince tutti e che tutti lavoreremo insieme per dare un contributo alla costruzione di un moderno e sostenibile welfare di comunità”.

Sottolinea invece Osvaldo Ranica, presidente della Fondazione Comunità Bergamasca: “Quello che più ci ha conquistati di questa iniziativa è lo spirito che la muove e cioè il considerare la formazione professionale una leva di integrazione, sviluppo, autonomia. Il lavoro ‘nobilita’, è strettamente connesso alla costruzione della propria identità, rende possibile l’affermazione personale. Promuovere un progetto che mira, in particolare, all’inserimento lavorativo di giovani e giovanissimi che vivono in un contesto di fragilità, prendendosene cura in sinergia con le imprese del territorio, dei laboratori artigiani, cioè di una parte pregnante del tessuto produttivo bergamasco, è molto coerente con la missione della nostra Fondazione. Il Patronato San Vincenzo ha intercettato questo bisogno e ha saputo trasformarlo in opportunità per i giovani e per le imprese. ‘Wide-Spread Lab II’ non solo vuole formare competenze ma anche facilitare l’inserimento in azienda di questi giovani: questo fa senz’altro la differenza. Proprio per questa ragione non possiamo che essere entusiasti di far parte di questa squadra, di lavorare con Fondazione UBI Banca Popolare di Bergamo e di dare concretezza al nostro impegno di tessere sinergie con tutti i soggetti del territorio e contribuire a realizzare una logica di sistema. Crediamo che la coprogettazione debba diventare a pieno titolo lo stile della cura delle relazioni con il territorio”.

Conclude don Marco Perrucchini, prete del Patronato e direttore generale AFP Bergamo Clusone Endine: ‘Wide-Spread Lab II: laboratori diffusi per le competenze trasversali’ è un progetto che nasce con una forte spinta innovativa. La coprogettazione e la sinergia che si è creata tra i soggetti protagonisti, da APF alle due Fondazioni del territorio, è un importante elemento d’innovazione, che ci ha permesso di realizzare qualcosa di significativo. Attorno ad una sensibilità comune è nata un’alleanza di obiettivi. A tutti sta a cuore il futuro delle nostre ragazze e ragazzi. Neet non si nasce, si diventa, e noi siamo chiamati ad agire per prevenire questa condizione di disagio e incertezza. Rafforzare le competenze trasversali, rendendo fruttuoso un tempo, come quello delle vacanze estive, che può essere tanto spensierato quanto faticoso se ‘perso’, è davvero una bella cosa. Una buona pratica che, nata dal basso anche grazie alle Fondazioni UBI BPB e della Comunità Bergamasca, può porsi come esempio per politiche istituzionali che mettano al centro i nostri giovani e il loro futuro. Il mio grazie si unisce all’auspicio che Wide-Spread Lab possa diventare un’opportunità stabile per il nostro territorio”.

Source

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may also like