È bastato un tweet di 360 caratteri del deputato leghista Claudio Borghi per provocare una polemica. Il parlamentare e responsabile economico del Carroccio dopo che i  giornalisti gli hanno chiesto se fosse vaccinati ha risposto sul social:

Generico luglio 2021

Un politico bergamasco, omosessuale, gli risponde attraverso Bergamonews.

Deputato Claudio Borghi,

le scrive un gay, un gay dichiarato che nulla ha da vergognarsi, perché non sono le persone con cui vado a letto a qualificarmi come persona: sono il mio pensiero, i miei comportamenti, la mia educazione a rendermi un individuo inserito nella società.

Sono Liberale. Liberale, non liberal. Liberale non come quelli che ora si autoproclamano tali ma che nel parlamento padano capitanavano le liste marxiste-leniniste della galassia leghista.

Sono stato consigliere comunale in un paese della Provincia di Bergamo per dieci anni sotto due amministrazioni di colore diverso e ho sempre lavorato dal mio ruolo di opposizione per il solo interesse della mia Comunità e non per una sola parte o per “sete di potere”.

Sono stato attivista, quadro dirigente e ora semplice elettore di Forza Italia dal 1995: la Politica mi appassiona quando ci sono qualità e sostanza, non quando c’è solo fame di notorietà e dietro c’è poco o il nulla.

Dopo essermi presentato le dico questo: dal 2015 sono sieropositivo.

È successo: errore, incoscienza, casualità, destino? non importa.

È successo a me come a tanti altri: uomini, donne, gay, etero.

Lei ha voluto fare il ganassa con un tweet che riteneva spiritoso o arguto e, solo dopo il montare delle polemiche, ha cercato di correggere il tiro.

L’ansia comunicativa viaggia pari passo con la superficialità e va a braccetto con la stupidità di certe equazioni: Gay=Sieropositivo.

Eh no deputato, non è così!

Se invece di cinguettare, riportando indietro di almeno trent’anni il lavoro svolto da medici, operatori sanitari, associazioni e volontari, si fosse fermato ai vaffa contro giornalisti tanto assillanti non saremmo qui a discutere di quanto sia esecrabile la sua dichiarazione a cui tra l’altro non mi risulta siano seguite vere scuse.

Sono sieropositivo, sono in cura, seguo la terapia assegnatami, la mia viremia è azzerata e senza problemi faccio controlli periodici seguito da medici e personale sanitario che mai hanno fatto mancare la propria professionalità e umanità. L’unica cosa che mi imbarazza della mia condizione è il costo a carico del Sistema Sanitario.

Ah, se solo Lei, prima di cinguettare per quell’ansia comunicativa priva di sostanza, avesse pensato alla portata della vergognosa equazione Gay=Sieropositivo e si fosse magari informato sullo stato della realtà parlando con qualche medico o leggendo i report dell’istituto Superiore di Sanità avrebbe avuto l’occasione di capire la volgarità di quanto da Lei twittato.

Troppe persone, ancora oggi, che siano gay o etero, di sinistra o di destra, di qualunque estrazione sociale ed economica non fanno il test HIV per paura dell’esito e per terrore dello stigma sociale.

Lei, deputato Borghi, ha peggiorato la situazione.

Certamente qualcuno chiederà le sue dimissioni o le dirà di vergognarsi per quello che ha scritto: io non sono tra quelli.

Le rivolgo invece la mia Pietà.

Con disprezzo e totale disistima.

Lettera firmata

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