Viaggerebbe verso l’archiviazione l’inchiesta della procura di Genova sui 49 milioni della Lega, mentre il caso dell’associazione Maroni Presidente continuerà a Milano per competenza territoriale.

Un’indagine che da tempo si è arenata, dopo aver vagato per mezza Europa: dalla filiale Sparkasse di Bolzano fino al Lussemburgo, dove i magistrati cercavano un computer con le prove dello spostamento di denaro che è stato però ritrovato formattato a Bergamo. Le prove raccolte, però furono comunque preziose per aprire un altro filone di indagine, legato alla compravendita della sede della Lombardia Film Cimmission, con la condanna in primo grado dei commercialisti bergamaschi Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni.

A riferire della possibile e imminente svolta è il quotidiano Repubblica, che cita fonti investigative, nonostante il procuratore capo di Genova Francesco Pinto abbia ammesso di aver incontrato i colleghi milanesi solamente per definire questioni di competenza territoriale.

Come quella dell’associazione Maroni Presidente, su cui pende il sospetto di aver ricevuto parte del tesoro leghista e averlo fatto rientrare nelle spese di servizi per la campagna elettorale del 2013: si tratta di 450mila euro, che l’ente avrebbe prima girato all’azienda Boniardi Grafiche e poi da lì fatto rientrare nei conti del partito. Un caso per il quale rimane indagato per riciclaggio Stefano Galli, ex presidente di Maroni Presidente e oggi assessore regionale all’Autonomia e Cultura.

Tutta l’indagine era nata dalla truffa dell’allora Lega Nord guidata da Umberto Bossi e Francesco Belsito, riconosciuti dalle sentenze come destinatari di rimborsi elettorali senza averne diritto: a quel punto la procura di Genova dispose immediatamente la confisca diretta dei famosi 49 milioni. I pm riuscirono a recuperarne solamente poco più di due milioni.

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