Giuseppe Pisano
Il capogruppo di Catanzaro con Abramo, Giuseppe Pisano chiede più dignità per gli amministratori del Sud. E lo fa in una nota in cui scrive: “Fare gli amministratori pubblici a Catanzaro, così come in tutto il Sud, è diventata una missione quasi impossibile. Ho già detto più volte che il ruolo di consigliere comunale, e non solo, nel corso degli ultimi anni è stato svilito nelle sue funzioni e nelle competenze, tanto da provocare un lento ed inesorabile declino della rappresentatività istituzionale. Alla crisi dei partiti e della buona politica, si sono aggiunti gli effetti nefasti dei tagli ai trasferimenti per gli enti locali e del criterio della spesa storica che ha penalizzato il Sud. Una crisi partita già molto prima del covid, basta citare i dati riportati in un recente articolo de L’Espresso: il 30 per cento degli enti locali da Napoli in giù non riesce a chiudere i bilanci per disavanzi di amministrazione. Su 396 Comuni in dissesto e pre-dissesto, ben 304 sono al Sud e nelle Isole. Nel 2019, quindi già prima della pandemia, 1.119 Comuni registravano disavanzi, di questi 803 nel Meridione”.
“Catanzaro è riuscita a sopravvivere, rispetto agli altri Capoluoghi di provincia, grazie alla politica oculata del sindaco Abramo, – incalza Pisano – ma i numeri sono impietosi: il Comune ha 15 milioni in meno all’anno, come trasferimenti, rispetto a una realtà con gli stessi abitanti della Lombardia. La disparità tra Nord e Sud si riflette, dunque, non solo sulla capacità di garantire servizi, ma anche sull’autorevolezza di una classe politica sempre più penalizzata. L’indennità di un  sindaco o di un assessore, per non parlare dei gettoni dei consiglieri comunali, se pensiamo alle responsabilità che si hanno, è misera rispetto agli stipendi di super manager o di parlamentari che nemmeno si misurano col consenso della gente”.
“Amministratori che ormai, ogni giorno, rischiano avvisi di garanzia per qualsiasi cosa. Così facendo, – conclude – non si andrà molto lontano e si capisce bene perché nessuno vuole più fare il sindaco. Urge una riforma profonda del Tuel per ridare dignità e tutele a chi si sporca le mani sul territorio, altrimenti quale sarà il futuro per la politica? Non resterà che scavare sempre più in basso e vedere quella che era una nobile missione, diventare appannaggio di gente che non ha nulla da perdere”.
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