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Il Sud è stato totalmente derubricato dall’agenda del governo Draghi. Lo testimonia il fatto che mentre mille riforme si spendono per le misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza, purtroppo nulla si fa per lavorare ad un riequilibrio del gap Nord/Sud e soprattutto per far sì che il Sud sia messo in condizioni di poter spendere quei soldi”. E’ quanto ha affermato la senatrice Bianca Laura Granato (Gruppo Misto) nel corso della manifestazione organizzata dal Movimento 24 agosto “Equità territoriale” per denunciare lo scippo al Sud nel PNRR, che si è svolta ieri davanti a Montecitorio. La senatrice Granato, in mattinata, aveva anche preso parte al presidio organizzato assieme al coordinamento dei Cinquestelle anti-governisti “Parola agli attivisti” contro la Riforma della Giustizia penale.

“Le poche unità di tecnici a tempo determinato previste per l’adesione ai bandi del Recovery non sono di certo sufficienti – rimarca Granato – quando le infrastrutture del Sud vengono lasciate sempre nei cassetti delle partecipate statali e quei progetti non vengono mai portati avanti. Mentre quindi proprio il Sud ha fatto da attrattore  per l’Italia dei 192 miliardi che sono in arrivo, con i suoi indici di disoccupazione e di sottosviluppo, il governo Italiano ha fatto da distrattore deviando dal sud oltre l’80% di quegli importi. Inoltre con la scusa del Recovery ci stanno infliggendo riforme che cancelleranno i nostri diritti e il sud sarà quello che pagherà due volte: innanzitutto sui soldi che non riceverà e poi sui tagli al welfare che conseguiranno dal rapporto deficit/PIL che scaturirà dall’incremento del debito pubblico dovuto anche a questi prestiti”.

“Mentre il sud viene dunque scaricato come una zavorra, cosa fa la Ministra Gelmini degli Affari Regionali? – chiede la senatrice Granato -. Si occupa di come conferire maggiori forme di autonomia differenziata alle tre regioni richiedenti, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Ha nominato una apposita commissione di giuristi per assecondare richieste senza riguardo ai divari territoriali e al principio di unità e di indivisibilità della Repubblica! Ma le maggiori forme di autonomia non vanno bene nemmeno per il Nord poiché sono foriere solo di una conseguenza: privatizzazioni selvagge. Molti cittadini non lo hanno capito, ma la gestione regionale dei servizi che prima erano a carico dello Stato ne ha comportato di fatto l’esternalizzazione. Basta vedere quel che è stato della Sanità. Non dimentichiamo – ammonisce ancora -che questa fase l’abbiamo già vissuta ai tempi della riforma del Titolo V nel 2001”.

“Nel 2019 abbiamo sventato il tentativo della Lega di conferire maggiore autonomia in campo di istruzione: alle Regioni, addirittura, sarebbe stata affidata la competenza di riconoscere le scuole paritarie. Ecco come avrebbero iniziato il percorso di privatizzazione. E ora, con la Gelmini, si risiamo – conclude la senatrice Granato -. Queste battaglie per i beni comuni e per il Sud in un sistema predatorio come quello attuale neoliberale oggi sono diventate indispensabili e una priorità assoluta per quanti vogliono ancora vivere in uno stato di diritto”.

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