Belluno, Veneto

Emergenza salute mentale. Le richieste delle Associazioni alla Ulss Dolomiti, allo Stato e alla Regione

La salute mentale riguarda i soggetti con malattie mentali che necessitano di assistenza, ma anche la prevenzione e la protezione delle fragilità mentali nella comunità, nelle persone in età evolutiva, negli anziani, nelle persone con disabilità, nelle persone con dipendenze e la tempestività e l’efficacia degli interventi è fondamentale.
Molte persone hanno malattie mentali e molti sono anche i giovani che hanno necessità di
servizi sanitari psichiatrici. Nessuno può affermare “io sono immune”. Quando non te la aspetti ti tocca da vicino. L’importante è essere organizzati e solidali per combatterle.

I familiari e i volontari delle Associazioni di volontariato AITSaM di Belluno e Tutti in Campo di Feltre, operativi nel Bellunese e nel Feltrino, portano all’attenzione dei cittadini le rilevanti criticità dei Servizi nei Centri di Salute Mentale della ULSS 1 Dolomiti
e chiedono con forza alle istituzioni sanitarie e politiche interventi concreti a garanzia del diritto-dovere di cura delle persone più fragili. Ogni carenza o disservizio infatti si riverbera oltre che sulle persone che soffrono e sulle famiglie già molto provate, anche sull’intera società bellunese.

Le richieste delle Associazioni per il Servizio sanitario di psichiatria a Feltre e Belluno
Chiediamo impegni inderogabili e urgenti, in questo momento principalmente per il Distretto di Feltre, ma necessari per non depauperare, sovraccaricare e centralizzare i servizi della ULSS1 Dolomiti, che vanno erogati in modo diffuso nel territorio bellunese, vasto e montano.

Richieste a breve termine:
1. Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC):
– Riattivare al più presto per le urgenze e le acuzie il reparto di Feltre, ora sospeso.
2. Gravissima carenza di psichiatri nei CSM di Belluno e di Feltre:
– trovare una adeguata soluzione alla mancanza di tali medici, del Dirigente del Dipartimento di
Salute Mentale (DSM) e del primario del Centro di Salute Mentale (CSM) di Feltre, con
soluzioni urgenti, anche innovative e incentivanti verso assunzioni stabili (con premialità
economiche, importanti benefici per la casa e la famiglia, compensazione per il disagio della
distanza e con vincolo di permanenza pluriennale nella ULSS1), facilitando così anche la
presenza di medici specializzandi.
– Confidiamo che la nuova dirigenza possa portare entusiasmo e vera innovazione per la
prevenzione e cura dei disturbi mentali di giovani e adulti.
– Assumere nei Centri di Salute Mentale il personale già reperibile (Psicologi, Educatori,
Assistenti Sociali, Terapisti della Riabilitazione, professionisti che si trovano) per supportare di più i pochi medici in servizio.
3. Day Hospital di Feltre:
– Tenere sempre aperto il servizio per l’intera giornata.
4. Servizi psichiatrici riabilitativi nel territorio e domiciliari:
– Assumere una progettualità organizzativa mirata alla persona.
– Portare fuori dall’area ospedaliera la Comunità Terapeutica Residenziale Protetta (CTRP) di
Belluno.
– Trasferire gli ospiti della Comunità Terapeutica Residenziale Protetta (CTRP) e del Centro Diurno (CD) di Feltre, ancora sacrificati nel vecchio ospedale psichiatrico di Borgo Ruga, in nuove strutture vicine a Feltre, dignitose e ben relazionate con il contesto urbano (come ex Braite) o nel complesso attuale, dopo adeguata e complessiva ristrutturazione. Esprimiamo netta contrarietà all’ipotizzato trasferimento di CTRP e CD a Pullir di Cesiomaggiore, essendo troppo distante dai servizi ed isolata, che non può essere da noi preso in considerazione per una riabilitazione effettiva, dato che contribuirebbe all’isolamento e ghettizzazione delle persone.
Dare poi il servizio in gestione a terzi ci vede nettamente contrari.
– Attivare progetti riabilitativi orientati al recupero dell’autonomia, promuovendo attività
lavorative, ricreative e di socializzazione sia nelle Comunità Alloggio che nei Centri Diurni, con adeguate risorse economiche e professionali.
5. Delibera Regionale che dispone di avere una Residenza Socio Sanitaria Protetta (RSSP) di 20 posti di residenzialità per cronici (ritenuti non riabilitabili)
– Trovare una soluzione organizzativa e immobiliare a quanto previsto, nel distretto di Feltre, anche se per noi il carattere riabilitativo resta fondamentale per il recupero di ogni persona, che involve se isolata e non stimolata, destinandola all’oblio sociale.
– Trovare una soluzione adeguata e il meno traumatica possibile per l’accoglimento in RSA delle persone anziane dell’ ex psichiatrico, ora a Pullir, che per legge dovrebbero trovare un’altra sistemazione.

Richieste nel medio periodo:
1. Formazione professionale sanitaria a servizio della Psichiatria:
– Promuovere nell’Università al Campus Tina Merlin di Feltre corsi specifici per le professioni
sanitarie, assistenziali, educative, riferite all’ambito psichiatrico in considerazione della storia pluridecennale dell’esperienza psichiatrica di Feltre , come già indicato in più occasioni e rivolti non solo ai servizi nella struttura dell’SPDC, ma anche ai servizi territoriali e domiciliari, da organizzare in maniera strutturata ed efficiente.
2. Abitare supportato
– Promuovere e organizzare la formula degli Appartamenti Protetti (GAP) sia con il supporto e la guida in forma continua del servizio domiciliare del Centro di Salute Mentale (CSM), sia in forma autonoma con progetti mirati all’ “Abitare supportato “.

Richieste a Stato e Regione:
1. Assegnare le risorse economiche spettanti per legge alla cura della Salute Mentale:
– Assegnare all’area della Salute Mentale il 5% della spesa sanitaria, a fronte di solo il 2,5% che il Veneto assegna (la media italiana è del 3,6%).
– Erogare direttamente ai Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) il 5% del Fondo Sanitario
Regionale spettante alle rispettive ULSS.
– Programmare e finanziare immediatamente i concorsi e i corsi di specializzazione per tutti i ruoli professionali previsti nei Dipartimenti di Salute Mentale e nelle Neuro Psichiatrie Infantili.
2. Coinvolgere i portatori di interesse:
– Convocare le Associazioni di familiari ed altri portatori di interesse a supporto delle decisioni di Stato e Regione nell’area della Salute Mentale
3. Cura e riabilitazione:
– Non delegare al privato (profit e no profit) Servizi e Strutture Sanitarie, in cui l’aspetto clinico è determinante se non prevalente.
– Promuovere la prevenzione anche attraverso formazione e aggiornamento obbligatorio delle figure professionali nei Dipartimenti di Salute Mentale, nelle Neuropsichiatrie e nei Distretti Socio Sanitari (DSS) dove viene operato un primo screening dei disturbi mentali.
– Puntare sulla riabilitazione delle persone, con intervento dinamico e personalizzante per le
persone malate e non sulla programmazione di strutture non a termine.
– Affrontare la falla enorme della carenza di servizi agli adolescenti sia in ambito ospedaliero, sia in ambito territoriale, da trattare nello specifico.
4. Attivare una programmazione mirata all’aumento delle criticità innescate anche dalla
pandemia:
– Prevenzione e cura alle persone che hanno subito grave impatto socio economico e relazionale a causa della pandemia
– Prevenzione e cura delle fasce giovanili che esprimono forti difficoltà emotive e relazionali e alla comorbilità dovuta all’uso di sostanze.

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