Campobasso, Molise

I tre doni: creazione, Io e Dio

gesù pane

di don Mario Colavita

 

Ad ogni uomo Dio ha fatto tre doni: il primo è la creazione, il secondo è il proprio io e il terzo è Dio stesso.

Per capire il dono bisogna entrare nella bellezza della sua parola. Dono viene da dare, donare. Donare vuol dire dare senza contraccambio, gratis. Il donarsi è la più grande cosa che l’uomo può fare perché non dà cose ma se stesso.

Il dono di sé è uno spendersi, impegnarsi e consegnarsi all’altro distillando nel tempo il proprio amore, ma è anche un sapersi ritirare se il dono non è gradito.

Mentre la folla cerca il pane per calmare i desideri della pancia, Gesù vuole donarci se stesso.

Gesù vuole farci adulti e noi rifiutiamo, lui vuole indicarci la strada per conoscere la verità e noi giriamo dall’altra parte, lui vuole aiutarci a credere e noi pensiamo alle nostre piccole cose. Cercare Gesù per Gesù è questo quello a cui dobbiamo tendere.

Il discorso di Gesù sul pane che alimenta il cammino è serio perché ci aiuta a dare un tono alto alla vita di fede.

Il pane alimenta la vita, ma non è la vita. La vita è accogliere il mondo e il proprio io come dono d’amore di Dio.

Nel pane vi è un richiamo alla relazione con lui, una relazione fatta di dono. Il pane è un segno che aiuta ad andare oltre e scoprire Gesù. Il dono del pane è per scoprire più in profondità Gesù senza fermarsi all’apparenza è come uno che si innamora dell’anello del fidanzamento e non di chi glie l’ha dato.

L’imperativo di Gesù è quello di smuoverci a darci da fare: “Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà” (Gv 6,27).

Il cibo che non dura è quello che non serve tanto perché ne abbiamo sempre bisogno. Gesù ci invita a trovare il cibo che dura: è la vita che si chiama eterna non tanto per la durata indefinita, ma per la qualità indistruttibile.

Per comprendere Gesù non basta andargli dietro e sperare in un miracolo. Il vero Gesù lo si accoglie in una relazione di amicizia, il pane che lui ci dona, allora, diventa il sigillo dell’amore che ci fa bene e se quell’amore ci fa bene possiamo replicarlo anche per gli altri. Così cresce o dovrebbe crescere la comunità cristiana.

È forse il caso di chiedere a Gesù di farci più autentici, di non scherzare con la fede, di essere veri; sprechiamo tanto tempo per le cose inutili che a volte creano più problemi che bene.

Gesù facci avvertire la fame del pane vero e insegnaci a distinguere il nutrimento autentico della fede.

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