Bergamo, Lombardia

“Vi racconto mia figlia Martina Fidanza: le Olimpiadi per diventare grande”

Martina Fidanza è abituata ai grandi panorami internazionali. Nonostante la giovanissima età, la 21enne di Brembate Sopra ha saputo aggiudicarsi diverse prove di Coppa del Mondo oltre che un titolo europeo élite nello scratch presentandosi come la stella nascente del ciclismo su pista italiano.

Il clima che un velodromo trasmette è comunque diverso da quello che si respira alle Olimpiadi, in particolare se si tratta della prima partecipazione a una rassegna a cinque cerchi.

Per questo motivo è fondamentale mantenere sotto controllo le emozioni, ma soprattutto godersi al meglio quest’esperienza tutta nuova come sa bene Giovanni Fidanza, direttore sportivo dell’Isolmant Premac Vittoria, ma soprattutto papà della pistard orobica.

Vincitore della maglia ciclamino al Giro d’Italia 1989 e dirigente sportivo di lungo corso, l’ex velocista sta vivendo questa kermesse nella doppia veste fra i timori giustificati che ogni genitore possiede e i consigli da offrire a una propria atleta.

Fra questi spiccano senza dubbio l’importanza di godersi al meglio tutte le possibilità che Tokyo 2020 saprà regalare, partendo dal presupposto che non si tratti di un punto di arrivo, ma di uno da cui partire.

“È stato un percorso di avvicinamento abbastanza impegnativo, in quanto il livello delle atlete presenti è sicuramente elevato. L’abbiamo comunque affrontato con serenità e con l’idea che il lavoro svolto potesse esser propedeutico anche ad altri obiettivi stagionali come gli Europei e i Mondiali – spiega Fidanza -. La decisione di concentrarci maggiormente sulla pista e tralasciare in parte l’attività su strada ha sicuramente pagato. Il rinvio di un anno ha tuttavia aiutato Martina a migliorarsi ulteriormente e a raggiungere standard che nel 2020 probabilmente non le avrebbero consentito di esser selezionata”.

La passione di Martina per questa particolare disciplina trova radici più profonde, a partire dall’esperienza accumulata del papà Giovanni che nel 1985 ricoprì il ruolo di riserva ai Mondiali nell’inseguimento a squadre, specialità che regalò il titolo iridato all’Italia.

“Ho vissuto la pista principalmente da dilettante, prima di concentrarmi sulla strada per poter tentare di passare professionista – racconta il tecnico bergamasco -. Nel 1988 sono anch’io molto vicino a prendere parte alle Olimpiadi di Seul, in particolare dopo aver vinto una tappa alla Berlino-Praga-Varsavia. Il tutto si decideva al Campionato Italiano poiché soltanto in tre avrebbero preso parte alla prova in linea. Purtroppo la prova tricolore non andò bene e quindi non ottenni la convocazione, ma questo è rimasto comunque un bel obiettivo che ho sfiorato”.

A differenza delle precedenti edizioni, Martina Fidanza dovrà però fare i conti con le difficoltà legate alle numerose restrizioni imposte dal governo giapponese per ridurre la diffusione del Coronavirus.

Ostacoli che il talento orobico avrà modo di superare grazie alla forza del gruppo e all’amicizia che la lega alle compagne di squadra, elementi fondamentali per affrontare la prova dell’inseguimento a squadre in programma a partire dalla mattinata di lunedì 2 agosto.

“I primi giorni ha dovuto affrontare tutta una serie di questioni burocratiche fra i quali controlli e tamponi necessari per accedere al villaggio olimpico. Da lì in poi ha iniziato a seguire una programmazione già prevista che consente alle atlete di allenarsi durante determinate ore dentro il velodromo il quale dista circa quaranta minuti – sottolinea Fidanza –. La coesione presente all’interno del gruppo della Nazionale è sicuramente un elemento importante anche perché, al di fuori dalle gare, si trascorrono diversi momenti assieme, dai ritiri alle competizioni internazionali. Chiaramente questo è un gruppo eccezionale che ha già mostrato tutte le proprie doti anche nelle categorie giovanili, per cui sarà compito della Federazione valorizzarlo anche in vista delle prossime stagioni”.

In attesa di conoscere i nomi delle atlete che saranno schierate dal commissario tecnico Edoardo Salvoldi durante le qualificazioni e i turni successivi, Giovanni Fidanza si dice fiducioso per il percorso compiuto dalla figlia e per i riflessi che avrà sul suo futuro: “Sicuramente in prospettiva può rivelarsi un’esperienza da tener in considerazione. L’importante resta il fatto che, qualora venisse chiamata a scendere in pista, debba farsi trovare pronta”.

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