Campobasso, Molise

Flettono i contagi ma torna ad essere occupata la Rianimazione. “Chi è vaccinato riduce il rischio di ricovero del 93%”

vaccini croce rossa venafro

La curva dei contagi flette, è sempre più evidente e lo è stato parecchio in quest’ultima settimana in Molise. Non allo stesso modo sono diminuiti i ricoveri rispetto alle scorse settimane, e la ‘nostra’ Terapia intensiva Covid del Cardarelli da ieri, 12 settembre, è tornata ad assistere un paziente. Si tratta di un uomo di 55 anni, non vaccinato, che dopo qualche giorno di cure e assistenza nel reparto di Malattie infettive è stato trasferito ed intubato.

I nuovi casi settimanali, riferiti al periodo 6-12 settembre, hanno fatto un balzo all’indietro tornando ai livelli numerici di 6 settimane fa. 57 contagi in 7 giorni (109 la settimana prima), mediamente 8 al dì, e su un numero di tamponi tornato più alto del solito. Il tasso di positività, ergo, si è notevolmente abbassato: questa settimana è stato mediamente del 2%, mentre nelle precedenti era 4.4% (tra fine agosto e primi di settembre), 4.5%, 3%.

Molti anche negli ultimi 7 giorni i guariti (77, erano 91 nella settimana precedente) tanto che il numero di attualmente positivi in regione è calato di 20 unità (ora a 238). Si stanno ‘sgonfiando’ anche i maggiori cluster che precedentemente avevano preoccupato autorità e cittadini, in primis quello di Trivento ma anche quello (più contenuto) di Montefalcone nel Sannio. Negli ultimi 7 giorni è stata Termoli la cittadina con più contagi in termini assoluti, ma parliamo comunque di un numero contenuto, 10 casi in 7 giorni.

Ma veniamo al capitolo delle ospedalizzazioni: nella settimana appena trascorsa queste sono state 3. C’è stato però il trasferimento dal reparto ordinario a quello salvavita di un paziente di Campodipietra. Da fonti sanitarie si apprende che l’uomo, 55 anni, non si era vaccinato. È questa una triste conferma di quello che le rilevazioni dell’Istituto superiore di Sanità confermano settimana dopo settimana: ricoveri – specie in Terapia Intensiva – e decessi sono oltremodo ‘abbattuti’ nel caso della popolazione immunizzata, diversamente da quanto avviene per chi non ha ricevuto l’iniezione del farmaco anti-Covid.

Allargando lo sguardo al periodo antecedente, possiamo notare come i ricoveri su 7 giorni nelle settimane precedenti siano stati, andando a ritroso, 6, 6, 5, 5, 4. Era invece il 31 luglio la data del trasferimento in Rianimazione – il primo dopo un lunghissimo periodo di stop – di una donna, la 36enne di Guglionesi che poi spirò il 26 agosto. Anche lei non era vaccinata.

Continuano fortunatamente ad essere incoraggianti i numeri delle dimissioni dei pazienti con l’infezione Sars-Cov-2 dalla struttura ospedaliera molisana: negli ultimi 7 giorni sono state 5 (dunque più dei nuovi ricoveri). Nelle precedenti quattro settimane erano state rispettivamente 2, 2, 3, 3. Al momento dunque sono 10 le persone assistite in Malattie Infettive (13 una settimana fa) ma, appunto, a differenza della precedente rilevazione ora c’è un degente in Rianimazione. In questa come nella scorsa settimana il Molise non ha avuto vittime legate al Covid.

Il tema dei ricoveri, per i motivi detti sopra, non può non essere legato al tema delle vaccinazioni. E ne ribadiamo, con dati provenienti da fonti inoppugnabili, i motivi. L’ultimo report dell’Iss registra che per chi ha completato il ciclo vaccinale il rischio di ospedalizzazione si riduce del 93% rispetto a chi non si è immunizzato e per quanto riguarda i rischi di ricoveri in Terapia Intensiva e decesso la riduzione ammonta al 96%. Per gli over 80 addirittura la mortalità da Covid si riduce di 15 volte.

Le vaccinazioni in Molise negli ultimi 7 giorni, nonostante i diversi open-day, si sono ridotte perchè sono state complessivamente meno di 7.900 le somministrazioni, mentre ammontavano a circa 10mila la settimana scorsa.

Per concludere, giorni fa Primonumero.it aveva sottoposto ai suoi lettori un sondaggio per chiedere loro cosa ne pensassero dell’eventuale introduzione dell’obbligo vaccinale in Italia, di cui molto si sta discutendo a livello governativo e non solo. L’indagine – che non ha una rilevanza statistica bensì un mero intento esplorativo – è stata molto partecipata: hanno risposto sul sito infatti quasi 2.350 persone. Ebbene, questi i risultati: il 46% si è detto contrario e di contro il 44% si è detto favorevole. Una piccola fetta di lettori si è espressa per il sì all’obbligo ma con delle precisazioni: per il 7% l’obbligatorietà del vaccino andrebbe inserita a livello normativo solo per i maggiorenni (facendo fuori quindi la fascia 12-17) mentre per un 2% il discrimine sarebbe il compimento dei  50 anni, dunque ‘sì’ ma solo per chi ha superato quell’età. Infine un residuale 1% non ha espresso un parere netto dicendosi ‘indeciso’.

Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post’s poll.

Lo stesso sondaggio è stato proposto anche sul nostro canale Instagram ma con una sola doppia opzione di risposta, favorevole o contrario. I risultati sono stati in questo caso schiaccianti a favore del sì: il 76,25% degli oltre 630 votanti vorrebbe l’obbligo vaccinale. Un risultato a tratti sorprendente, e diverso da quello emerso dal sito, che potrebbe – ma il condizionale è d’obbligo – essere legato all’età di chi ha risposto al sondaggio. Una conferma, se così fosse, del fatto che i giovani sono nientaffatto contrari alla vaccinazione.

 

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