Bergamo, Lombardia

Licenziamenti illegittimi, cosa fare?

Dal 1 luglio 2021, con la fine del blocco dei licenziamenti, può capitare purtroppo di ricevere una comunicazione che pone bruscamente fine al rapporto di lavoro. L’Ufficio vertenze della CGIL di Bergamo assiste i lavoratori che si trovano, a volte ingiustamente, in questa situazione.

“Non sempre il licenziamento subito dal lavoratore è legittimo – spiegano all’Ufficio vertenze – i casi più evidenti sono quelli in cui il rapporto termina perché al lavoratore viene comunicato che la sua mansione non è più necessaria, mentre poco dopo si assume un’altra figura identica per sostituirlo. A volte le contestazioni disciplinari che l’azienda invia al dipendente sono pretestuose, e servono appunto alla proprietà per giustificare un licenziamento altrimenti non consentito dalle norme di legge”.

Quando un licenziamento può essere contestato?

Al lavoratore deve sempre essere dato un regolare preavviso, la cui durata dipende dal tipo di contratto collettivo applicato. In ogni caso il lavoratore ha sempre diritto a ricevere la liquidazione.

Il licenziamento deve sempre essere comunicato in forma scritta, e deve essere accompagnato dalla motivazione. Se ciò non accade, il licenziamento può essere considerato nullo. Non tutte le motivazioni per un licenziamento sono infatti legittime.

Non è possibile, per esempio, licenziare un lavoratore:

– Per ragioni discriminatorie, come la religione, l’orientamento sessuale o l’iscrizione a un sindacato

– Per illeciti disciplinari se questi non si sono verificati, se non sono abbastanza gravi da giustificare il licenziamento, o se non viene data al lavoratore la possibilità di difendersi

– Se durante un riassetto aziendale, nello stesso periodo del licenziamento, si procede a nuove assunzioni nella stessa mansione

Non possono inoltre essere licenziate le lavoratrici in attesa di un figlio, dall’inizio del periodo di gestazione fino al compimento di un anno di età del bambino, o che scelgano di sposarsi, dalla richiesta di pubblicazione di matrimonio fino ad un anno dopo la celebrazione.

Cosa devo fare se voglio contestare un licenziamento?

Per contestare un licenziamento illegittimo occorre fare un’impugnazione, tassativamente entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione scritta. L’impugnazione è appunto un atto scritto con cui il lavoratore esprime la propria volontà di contestare il licenziamento. La legge non richiede per questo atto particolari formule: è infatti sufficiente che il lavoratore manifesti per iscritto e in termini chiari al datore di lavoro che intende opporsi al licenziamento. E’ comunque sempre consigliabile rivolgersi a un sindacato.

Cosa può fare per me la CGIL?

L’ufficio vertenze CGIL può aiutarti a scrivere l’impugnativa di licenziamento, può spedirla al tuo datore di lavoro via PEC e raccomandata, e può seguirti in tutte le fasi successive.

Ricordati di portare:

– la lettera di assunzione

– le buste paga

– la lettera di licenziamento

Per prendere un appuntamento chiama lo 035.3594340

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