Campobasso, Molise

Social che vai, posizione (pro o no vax) che trovi. Instagram vs facebook, la differenza generazionale ‘marca’ anche i toni

sondaggio obbligo vaccinale

Facebook e Instagram uniti, rispettivi utenti oltremodo divisi. Lo si evince anche proponendo lo stesso quesito, a mo’ di sondaggio esplorativo, ovvero quello che ha fatto Primomunero.it giorni fa, sottoponendo ai suoi lettori cosa ne pensassero dell’eventuale introduzione dell’obbligo vaccinale.

Questione spinosa e limitativa della libertà personale per taluni, fondamentale per la salute pubblica e quasi naturale per altri. Non siamo qui per dire quale sia la posizione corretta, o migliore rispetto all’altra, bensì a esaminare le differenze emerse sulle due popolari piattaforme.

E qui facciamo un preliminare inciso. Da tempo la maggior parte degli accessi sui giornali online, e Primonumero non fa eccezione, avviene tramite il social network fondato nel 2004 da Mark Zuckerberg. Sono trascorsi da allora 17 anni e il social è – come tutti i fenomeni del web, antropologici anche questi in un certo senso – mutato. Da un po’ di tempo a questa parte le società di Facebook ed Instagram si sono addirittura fuse ma non si può certo dire che siano divenuti intercambiabili. Il social ‘delle foto’ per eccellenza, la cui prima versione risale al 2010, pur avendo enormemente aumentato i suoi utenti – andando a prendere nuove (e più ‘anziane’) fasce di popolazione (d’altra parte anche perchè ha ampliato i suoi utilizzi) – rimane un social network più giovanile, mentre facebook, dopo un periodo espansivo che lo ha portato a ‘sedurre’ tutti e ad avere quasi 3 miliardi di utenti nel mondo, appare vieppiù ingessato e sempre più frequentemente ‘abbandonato’ da utilizzatori (il termine è brutto ma tant’è) stanchi e delusi.

La maggior parte delle letture su Primonumero.it – dicevamo – proviene da Facebook. Il nostro giornale da tempo ha anche un profilo Instagram. Ed è così che abbiamo proposto il sondaggio sull’obbligo vaccinale sia sul sito (dunque possiamo considerare facebook, per quanto detto in precedenza, il bacino di rispondenti) sia su Instagram.

L’indagine proposta – che non ha una rilevanza statistica bensì un mero intento esplorativo – è stata molto partecipata: hanno risposto solo sul sito (potremmo dunque dire, per relazione transitiva, su Facebook) quasi 2.350 persone. Ebbene, questi i risultati: il 46% si è detto contrario e di contro il 44% si è detto favorevole. A fermarsi qui potremmo parlare di polarizzazione bella e buona. Ma va aggiunto che c’erano anche altre opzioni di risposta. E dunque una piccola fetta di lettori si è espressa per il sì all’obbligo ma con delle prescrizioni: per il 7% l’obbligatorietà del vaccino andrebbe inserita a livello normativo solo per i maggiorenni (facendo fuori quindi la fascia 12-17) mentre per un 2% il discrimine sarebbe il compimento dei  50 anni, dunque ‘sì’ ma solo per chi ha superato quell’età. Infine un residuale 1% non ha espresso un parere netto dicendosi ‘indeciso’.

Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post’s poll.

Lo stesso sondaggio su Instagram (ma con una sola doppia opzione di risposta ovvero favorevole/contrario) ha avuto risultati decisamente diversi. Nel caso specifico schiaccianti a favore del sì: 485 utenti, ovvero il 76.25% degli oltre 630 votanti, vorrebbero l’obbligo vaccinale. Invece 151, il restante 23.75%, si sono dichiarati contrari.

Un risultato a tratti sorprendente, e diverso da quello emerso dal sito, che potrebbe – ma il condizionale è d’obbligo – essere legato all’età di chi ha risposto al sondaggio. Una conferma, se così fosse, del fatto che i giovani sono nientaffatto contrari alla vaccinazione, anzi la spingono fino a promuoverne l’obbligo.

Come detto non stiamo qui analizzando nel merito le risposte ma le differenze tra il “popolo” di facebook e quello di Instagram. Un distiguo che a che fare un po’ con quello che notiamo quotidianamente. Al di là dell’essere pro o contro la vaccinazione, quel che emerge è la differenza nei toni e la particolare veemenza e acredine con cui i commentatori di Facebook ‘schiaffeggiano’ la tastiera dando sfogo a sentimenti di rabbia molto spesso perfino inaccettabili. Se la rabbia è collegata a posizioni oltranziste contro la vaccinazione (o il Green Pass), poi, il mix è davvero esplosivo.

Non così su Instagram. Questione di età?

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