Bergamo, Lombardia

Atalanta ok, l’Europa è casa tua: buona la prima, la Dea è tornata

L’aria d’Europa fa bene all’Atalanta. Quando sentono l’inno della Champions (non chiamiamola musichetta, non se lo merita) che fa sempre venire i brividi, ai nerazzurri non tremano le gambe. Anzi. Solitamente proprio in trasferta danno il meglio del loro repertorio, visto che non si vince per caso ad Anfield o ad Amsterdam. O a Valencia, col poker di Ilicic.

Coraggio, personalità, carattere e anche una buona qualità gli ingredienti che hanno messo i Gaspboys per sfiorare il colpaccio sul campo del Villarreal. Alla fine è un bel pareggio, giusto. Non lamentiamoci per gli errori commessi, sempre evitabili certo, ma guardiamo alla prestazione ancora una volta europea: ritmo, aggressività, un calcio difficile da proporre per tutti e che può far male. Poi magari ha ragione anche Trigueros (autore del pareggio) quando dice dell’Atalanta: “Dentro de su organizacion, juegan un poco a lo loco“. Come dire, questi a vederli giocare sembrano un po’ pazzi.

Però, scusate, è anche il bello dell’Atalanta, no? Vi siete mai annoiati a una partita della Dea? Impossibile. Così alla prima di Champions, a due passi da Valencia, i nostri eroi vanno in vantaggio con Freuler che si prende una piccola rivincita personale dopo l’espulsione col Real Madrid. E dopo un inizio arrembante e spettacolare e dopo aver mancato il secondo gol vengono raggiunti e poi superati, anche per un paio di passaggi maldestri, ma rimediano con la combinazione Ilicic-Miranchuk-Gosens. Perché Robin, quando serve, vale come un centravanti (e speriamo che non ce lo portino via…).

Comunque anche il giornale spagnolo “Marca”  parla di un “gran partido en La Ceramica” e si sottolinea che “brillò el portero argentino de los italianos”. Sì, indubbiamente l’Atalanta ha trovato un super portiere, forse davvero Musso è il miglior portiere della Serie A e ha battezzato alla grande il suo esordio in Champions.

L’Atalanta non ti lascia tranquillo, vivi la partita dal primo all’ultimo minuto con una scarica continua di adrenalina ma anche con una certezza: abbiamo ritrovato la squadra che ci piace e che solo a metà ci aveva impressionato nelle prime tre partite di campionato. Complice il rodaggio, i nazionali via, gli infortuni. Poi che ci sia stato un calo, nel primo tempo, dopo i primi venti minuti a mille all’ora è anche normale, o non vogliamo tenere conto che dall’altra parte c’erano i vincitori dell’Europa League?

Intanto anche i gol segnati al Villarreal dimostrano che il problema attacco è relativo, se poi segnano Freuler e Gosens. Ma non è una novità per l’Atalanta, che ha mandato sempre in gol quasi tutta la squadra e lo stesso Zapata avrebbe potuto segnare, se non avesse trovato sul suo colpo di testa la traversa. Chiaro: con Muriel sarebbe un’altra musica, ma aspettando Lucho (inutile pensare ad altri attaccanti, almeno fino a gennaio) abbiamo avuto la controprova che Miranchuk è più utile in corso d’opera, nell’ultima mezz’ora quando gli avversari sono stanchi e lui può mandarli in confusione con le sue finte, che Ilicic non è qui per onor di firma ma risponde presente e non troverà sempre avversari di valore come il Villarreal.

Abbiamo anche potuto apprezzare Koopmeiners, uno che non ci mette tanto a inserirsi e sa rimpiazzare bene De Roon, per esempio. In più ha anche un tiro notevole. Non era invece una gran serata per Marten, si vede che il riposo non gli fa troppo bene…

Ad ogni modo, se avevamo qualche dubbio dopo il ko con la Viola, pur condizionato da episodi sfavorevoli e sfortunati, l’esame all’Università del calcio dice che l’Atalanta c’è: l’Europa è casa sua, non guardi troppo agli altri risultati se no c’è già da preoccuparsi vedendo che lo Young Boys ha fatto fuori il Manchester United. La Dea pensi a se stessa e a fare bene, così riuscirà ancora una volta a superare il girone. Siamo solo all’inizio, ma chi ben comincia…

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