Calabria, Catanzaro

Il sindaco Sergio Abramo all’esordio con Coraggio Italia

Generico settembre 2021

Il preconcetto spesso ha la meglio sulle buone intenzioni. Tutto bello, tutto giusto, tutto preparato a dovere. Una sala dei concerti aerata, sedute distanziate, presenze ben spalmate e di un certo calibro, il fucsia colore sociale distribuito a dovere. E poi gli argomenti, toccati dal sindaco di Venezia e presidente di “Coraggio Italia”, Luigi Brugnaro, arricchiti con dovizie di particolarità locale da parte del sindaco di Catanzaro e fresco aderente al nuovo movimento, Sergio Abramo. Tutti approcci al reale grondanti apertura al futuro e praticità, frutto della comune esperienza ammnistrativa e imprenditoriale dei due, fiducia ed entusiasmo profusi a piene mani. E poi, all’improvviso, arriva la zampata che non t’aspetti. Involontaria, certo, ma figlia non del pregiudizio, perché siamo del tutto convinti che è lontano dai propositi e dai pensieri di Brugnaro, ma del preconcetto sì, quello è come l’insegnamento appreso da quando non si connette ancora però col tempo arrivano echi che prima o poi si fanno onde sonore, e pensieri parlanti.

Succede quando arriva la collega un po’ in ritardo e ripete una domanda già fatta e alla quale il fondatore di Coraggio ha già risposto, per cui aggiunge qualcosa di nuovo e non ancora detto, a beneficio della stampa. La domanda verteva su quanto dichiarato ieri sera da Giorgia Meloni, sulla correttezza di rinviare a dopo i risultati elettorali le spartizioni al di sotto di quanto decideranno direttamente gli elettori, che semmai eleggono il presidente (e si riferiva a Roberto Occhiuto), e non il vicepresidente (e il pensiero era a Nino Spirlì). Questa la risposta di Brugnaro: “Non siamo interessati a ticket o altro. Siamo nell’area del centrodestra perché crediamo che sia l’area che nei prossimi dieci ani darà più agibilità in termini di velocità di realizzazione.  In vita mia non ho mai avuto una tessera, quando mi sono candidato l’ho fatto con una lista civica e sono stati pochi a darmi fiducia, se non i cittadini. Questo è quello che interessa, l’attrazione di una lista civica che riunisce cittadini e movimenti civici, amministratori che hanno avuto esperienze sul campo e testimoniano con la bontà dei bilanci il loro approccio alla soluzione dei problemi. Degli accordi dei partiti, nelle stanze del potere, non me ne può fregare di meno, tant’è vero che quando scelgono nelle stanze sindaci e candidati, di solito sbagliano tutti, perché i candidati devono emergere dal territorio. Il nostro obiettivo sono i bambini, perché ad essi possa arrivare l’idea che il futuro sia migliore. Occorre avere un’attenzione maggiore per i cittadini, sono loro i nostri clienti. Partiamo dalla gente che ha dato dimostrazione di essere capace, aggiungiamo l’importanza dei privati e dei corpi intermedi, le associazioni di categoria, gli imprenditori, i sindacati, dobbiamo ascoltare tutti e ricucire i Paese. Per costruire il futuro, il lavoro, non basta dirlo, lo fanno gli imprenditori. Il pubblico costruisce le condizioni ma è l’impresa che cammina. L’impresa è fatta dall’imprenditore, dai collaboratori e da tutti i dipendenti. È una famiglia, giuridicamente si chiama persona giuridica.  Per farlo, qui in Calabria, dobbiamo partire dai calabresi e dalle migliori occasioni che qui ci sono. Ho visto dei ragazzi, scusatemi l’esempio che può sembrare un po’ così. Ma ho visto dei ragazzi, quest’estate che ero qui in campagna elettorale, guardavo i bambini che giocavano sule onde, e vedevo questi ragazzi che avevano questi salvagente che tiravano ai turisti… Hanno lavorato sotto il sole a quaranta gradi, non avete idea quanto hanno lavorato, hanno guadagnato, legittimamente, facevano lo scontrino…, non avete idea quanto hanno lavorato. Calabresi… altroché se si lavora. Dammi da lavorare, poi vedi i calabresi se lavorano. Io li ho visti e ne sono testimone…

Dobbiamo fare i progetti che coinvolgano i giovani nel futuro. È l’unica strada da percorrere”.
Confortati dall’idea che i calabresi lavorano basta che ci siano le condizioni, abbiamo ascoltato il sindaco di Catanzaro. “Mi ha convinto la proposta per la Calabria – ha dichiarato Sergio Abramo -. Il fatto che ci sia il sindaco di Venezia, la città più bella del mondo, che parte dalla Calabria per lanciare questo movimento mi pare sia la cosa più importante insieme, soprattutto, al coraggio di esprimere amministratori bravi, professionisti bravi, perché la competenza è l’unico modo per gestire il futuro prossimo della nostra regione e far sì che i nostri giovani non vadano via. La Calabria sta diventando una terra di pensionati e disoccupati, quindi bisogna necessariamente rilanciare l’economia che, però, cammina con la testa degli uomini, con i progetti, con la fattibilità, giorno per giorno, che noi amministratori dobbiamo cercare di portare avanti. Le belle esperienze devono essere condivise: nella città di Catanzaro, per esempio, abbiamo realizzato un sistema virtuoso dei rifiuti, ma a me interessa che anche le altre città abbiano lo stesso sistema per lavorare tutti insieme e far uscire dall’impasse la Calabria e il Mezzogiorno agganciandoci alle belle esperienze del Nord. Non va divisa l’Italia in due, ma va unita”. 

“Quando un segnale del genere – ha proseguito Abramo – arriva dal presidente di Coraggio Italia e sindaco di Venezia Brugnaro, dal governatore della Liguria Toti, da un senatore come Quagliariello, del quale tutti conosciamo le competenze maturate con incarichi istituzionali di governo, significa dire concretamente che si vogliono cambiare le cose. La Calabria è una terra molto bella, una delle più belle d’Italia, ma va mostrata ai turisti in maniera completamente diversa. Dobbiamo organizzarci, ripartire da zero, perché abbiamo una grande opportunità, la possibilità di utilizzare bene i fondi dopo due anni di pandemia: inserire eventualmente un assessorato che si colleghi col ministero per la Transizione digitale ritengo sia una cosa importantissima per la quale bisognerebbe coinvolgere le Università calabresi e, in particolare, cercare di ottenere risultati nel minor tempo possibile. Non possiamo più aspettare: dobbiamo realizzare, risparmiare e fare in fretta”.
“Poter entrare in questo movimento
– ha concluso Abramo accennando al suo nuovo impegno – mi ha entusiasmato e mi sta entusiasmando fare la campagna elettorale in tutte le province.

Mi ero un po’ spento vedendo l’attività dei partiti tradizionali, ora ho di nuovo l’entusiasmo che per un amministratore è la prima cosa. Non vogliamo andare contro nessuno, tantomeno contro i partiti, ma vogliamo essere un pungolo per i partiti comportandoci coerentemente con noi stessi”.
In anteprima nazionale, così ha assicurato Brugnaro, è stato diffuso l’inno di “Coraggio”. In sala erano presenti molti dei candidati nell’area di centro per la lista che fa riferimento anche a Giovanni Toti e Gaetano Quagliariello. Ma anche il coordinatore regionale, l’ex senatore di AN e PdL Franco Bevilacqua, l’ex consigliere regionale e capogruppo Giampaolo Chiappetta, al quale Abramo fa risalire il primo invito ad aderire a Coraggio Italia. E, pure, Carlo Sibilia deputato di Coraggio Italia e presidente della Lega nazionale dilettanti, e un altro componente del gruppo parlamentare alla Camera, Maurizio D’Ettore.   

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